Strumenti per la Consegna: 2 – Come funziona la voce? – Seconda Parte

Strumenti per la Consegna: 2 – Come funziona la voce? – Seconda Parte

Pillole dal Libro: LA BOCCA DI DIO  di  Marilena Marino

Per leggere bene bisogna controllare la respirazione.

Prima di tutto devi respirare bene; imparare a effettuare una buona respirazione è fondamentale per l’emissione corretta delle parole.

In particolare nella lettura ad alta voce è importante controllare l’espirazione cioè lo svuotamento lento e controllato dei polmoni partendo dall’addome.

Per ottenere una lettura scorrevole bisogna cercare di far corrispondere le pause di respirazione a quelle suggerite dalla punteggiatura e dal significato del testo; per esempio quando arrivi al punto fermo, che richiede una pausa più lunga, approfittane per riempire bene i polmoni.

Prima di leggere inspira profondamente; mentre poi parli, lascia uscire lentamente l’aria dalla bocca controllandola senza “sprecare” il fiato.

 

Modi per allenare la tua respirazione

Un buon modo per imparare come funziona il diaframma è sedersi reclinati (inclinati) con le braccia incrociate.

Rimani seduto per un poco e senti come le tue braccia si muovono verso l’alto mentre inspiri e verso il basso mentre espiri. Ora inspira ed emetti un suono…

Sentirai che le tue braccia non scenderanno fino in fondo come facevano quando stavi espirando.

Questo perché il diaframma si attiva non appena inizi ad emettere il suono. Rimarrà più basso per controllare il flusso d’aria.

Il controllo del respiro produce sempre una emissione vocale migliore.

Brevi suggerimenti per la salute vocale

Se TIENI ALLA TUA VOCE, è molto utile conoscere un pò di salute vocale, cioè quella che viene chiamata “igiene vocale”.

Ci sono alcune cose da fare e da non fare quando si soffre di raucedine o di voce affannata:

1. Devi bere molta acqua! Tieni l’acqua sempre pronta. In questo modo manterrai la bocca, la gola e le corde vocali lubrificate, il che manterrà la tua voce fluida. Non usare il ghiaccio, perché l’acqua fredda non è bene per il tuo corpo.

2. Lascia riposare la tua voce! Limita il tuo parlare il più possibile!

3. NON usare caramelle o altre cose che contengono mentolo! Questa caramella può avere un buon sapore e ti dà la sensazione che aiuta la tua gola ma aumenterà il gonfiore delle tue corde vocali e dei tessuti intorno ad essa! Poiché il mentolo secca i tessuti della gola, questi tessuti reagiranno producendo più gonfiore e muco. La tua voce si deteriorerà invece di migliorare!

4. NON mangiare e bere cibi e bevande acide. L’acido aumenterà il reflusso dallo stomaco e irriterà i tessuti della gola. Fai attenzione a cosa e quando mangi. Impara a conoscere il tuo stomaco e il tuo sistema digestivo.

5. Alcuni cibi possono effettivamente aiutare la tua voce. Come alcuni tè, una mela verde o dei limoni.

6. Evita le bibite gassate, la panna e l’alcool. La caffeina e lo zucchero danno una carica energetica temporanea.

7. C’è un metodo per diminuire il gonfiore delle corde vocali: mettere una cannuccia in una bottiglia d’acqua. Prova a canticchiare una canzone mentre soffi delle bolle nell’acqua con la cannuccia. Canticchia dolcemente, non provare a cantare ad alta voce! Assicurati di farlo con le guance piene d’aria! Con questo esercizio crei un flusso d’aria verso il basso sulle corde vocali. Funzionerà come un massaggio. Dopo un minuto o due puoi già sentire la differenza!

8. Prova a fare esercizi tonificanti. Invece di cercare cibo o bevande per aumentare la tua energia e prontezza, prova a fare qualcosa che ti aiuti a far circolare il sangue e coinvolgere la mente. Prova le flessioni, su e giù per le scale, il jumping jack o anche qualche risata sincera. Ma attenzione a NON sudare o restare senza fiato. Hai solo bisogno di quanto basta per far arrivare il sangue al cervello e riscaldare i nervi.

9. Libera i tuoi seni nasali. Puoi respirare meglio e ottenere più ossigeno. Prova a soffiarti il naso, libera il tuo naso con qualche spray nasale.

10. Applica un balsamo per le labbra. L’acqua potabile mantiene la bocca asciutta ed evita molti rumori della bocca, ma l’acqua, da sola, potrebbe non aiutare le labbra. Le labbra secche aderiscono meglio e provocano rumori schioccanti e possono persino ostacolare il discorso.

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11. Riscalda la tua voce. Proprio come non è bello, con le temperature invernali, guidare l’auto accendendo il motore e mettendosi subito in marcia, non è nemmeno bene iniziare a parlare o cantare per molto tempo senza un poco di riscaldamento. Anche le cose piccanti possono aiutare, per stimolare la circolazione ma sono reazioni personali e potrebbero anche influenzare negativamente la tua voce.

12. Devi avere qualcosa per scaricare la tensione. Questo non è un disturbo o una malattia mentale essere agitati. Molte persone si “agitano”, e non solo quando sono a disagio. Scaricando la tensione in qualche modo, manterrà fuori di te le preoccupazioni e questo potrebbe persino aiutare alcune persone a concentrarsi di più!

13. Libera la mente. Lascia i tuoi problemi, le centinaia di messaggi di posta mai smaltiti, le idee per nuovi progetti e altre “faccende” al di fuori del momento in cui proclami la Parola.

14. Respira lentamente e profondamente… giusto? Sì, dovremmo respirare lentamente, ma spesso non lo facciamo. Siamo nervosi o eccessivamente eccitati e non respiriamo bene quando parliamo. Questo non solo ci farà rimanere senza fiato mentre parliamo, ma ridurrà anche la quantità di ossigeno che la circolazione invia al cervello.

15. Avere una buona postura. La postura influenza la tua voce e il tuo umore. Distenditi e sarai letargico, sta dritto e così proietterai le tue parole in modo più sicuro verso l’obiettivo. Stare in piedi mantiene tutto il tuo corpo allineato. Sarai in grado di impegnarti con più energia quando inizierai a parlare appoggiato da una buona postura.

Lo scopo di un riscaldamento vocale!

Se fai questa domanda a cantanti e direttori d’orchestra, ti daranno più di una ragione. C’è di più che solo un riscaldamento dei muscoli. Una cosa molto importante è che il tuo supporto per il respiro deve essere sempre attivo.

Quindi gli esercizi di respirazione sono importanti per permettere ai muscoli di sentire / ricordare com’è parlare ad alta voce con un adeguato supporto del respiro.

Non c’è una routine di riscaldamento uguale per ogni persona. Dipende dalle sue capacità vocali, dal suo tipo di voce, dalle sue capacità fisiche, ecc.

Quindi la cosa migliore che puoi fare è creare la tua “ricetta” degli esercizi preferiti che ti aiuteranno a trovare il giusto box di strumenti per riscaldare la tua voce.

La maggior parte del suono che produci entra nell’orecchio “dall’interno”. Vale a dire, il suono della tua voce raggiunge il tuo orecchio viaggiando attraverso la gola, la bocca, il naso, i muscoli, le ossa, ecc.

È fortemente distorto o diverso quando entra nell’orecchio! Quindi quello che percepisci della tua voce dall’interno NON è la realtà della tua voce! Questo diventa evidente quando ascoltiamo una registrazione della nostra voce. L’effetto che percepiamo ascoltando la registrazione è che: non sembra la tua voce!

La tua voce “suona” in modo molto diverso quando ti senti in una registrazione.

Una delle maggiori deformazioni della tua stessa voce, ha a che fare con il desiderio di sentire un calore e una pienezza ascoltando la tua voce. La deformazione percepita ti impedisce di sentire il suono completo della voce, che forse suona “più sottile” di quanto non sia in realtà.

La maggior parte dei lettori non si rende conto di come usano la propria voce, e che forse la usano nel modo sbagliato. Con il risultato di richiedere uno sforzo maggiore del dovuto.

Quindi è fondamentale che inizi a sviluppare l’abitudine di SENTIRE, percepire “sensorialmente” la tua voce invece di ascoltarti superficialmente.

Un modo per controllare te stesso è fare registrazioni private personali di te che declami, o meglio affrontare questo problema confrontandosi con un buon insegnante di dizione o recitazione.

  "Questo libro è dedicato a tutte le persone che desiderano imparare ad avere profonda consapevolezza delle PAROLE della Bibbia e riuscire a proclamarle con autorevolezza e sicurezza"
Racchiude 35 anni di esperienza nella Chiesa condensati in 430 pagine di puro valore. 
Non perdertelo per niente al mondo!"

Questo articolo è stato estratto dal libro “La Bocca di Dio” di Marilena Marino. 
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Strumenti per la Consegna: 2 – Come funziona la voce? – Prima Parte

Strumenti per la Consegna: 2 – Come funziona la voce? – Prima Parte

Pillole dal Libro: LA BOCCA DI DIO  di  Marilena Marino

Ci sono tre elementi:

Respiro e la pressione dell’aria

Laringe con le corde vocali

Risonanza, la gola e la bocca

1 – Le tue corde vocali producono il suono quando passa l’aria dai tuoi polmoni.

2 – La gola, la bocca e le cavità nasali aggiungono quindi “risonanza” al suono.

3 – La tua lingua e le tue labbra alla fine producono vocali e consonanti, parole.

Da non sottovalutare la funzione del tuo udito mentre parli, una funzione di feedback di controllo.

Le corde vocali si trovano nella laringe. L‘aria dai polmoni passa attraverso le corde vocali e queste inizieranno a vibrare. Questa vibrazione produce il suono. Le corde vocali possono essere allungate per ottenere toni più alti. Possono anche diventare più spesse e più sottili.


Gli organi articolatori principali delle vocali sono rappresentati dalla lingua e dalle labbra. Per le consonanti sono le labbra, i denti, la lingua, il palato, la faringe.

Alcune consonanti come la “T” o la “F” dette sorde vengono prodotte in assenza di vibrazione delle corde vocali; mentre altre dette sonore come la “D” o la “B” richiedono la vibrazione delle corde vocali. Per sperimentare se le corde vocali vibrano mentre si emette un suono basta porre una mano sulla gola.

Le corde vocali, reagiscono alla quantità di aria che passa. Ecco perché il supporto del respiro è un elemento molto importante nella tecnica vocale. Il supporto del respiro riguarda la gestione del flusso d’aria, se lo fai bene le tue corde vocali riceveranno la quantità d’aria perfetta di cui hanno bisogno per vibrare liberamente modellandole nel modo migliore che vuoi.

Molti hanno sentito parlare di cose come “sostegno del respiro”, “gola rilassata”, ecc. Ma quali di queste tecniche vocali sono essenziali per sviluppare un modo sano di parlare?

La regola fondamentale è:

La voce deve SEMPRE esprimersi nella sua zona naturale.

Quindi nessuna tensione, nessun dolore, nessuno sforzo tranne che per sostenere il respiro!

I prossimi quattro passaggi sono necessari per ottenere un parlato sano:

Mascella rilassata –

Gola aperta –

Posizione della laringe –

Supporto per il respiro –

È difficile imparare queste tecniche da soli, ma se inizi a parlare tenendo conto di questi suggerimenti di base, scoprirai che gestire la tua voce diventa più facile, e la stessa voce diventa più libera, più potente e più bella!

Molte persone tendono a usare la voce con la mascella tesa. Questo perché hanno la sensazione di avere il controllo sul suono. Ma è vero il contrario perché ci sono molti muscoli che collegano la mascella e la gola. Alcuni di loro passano per la laringe, così quando questi muscoli sono tesi, eserciteranno una pressione sulla laringe e impediranno alla laringe stessa di muoversi liberamente.

Assicurati di non spingere la mascella in avanti. Ma questa dovrebbe essere completamente rilassata. La mascella si deve sempre muovere in modo rilassato quando usi la punta della lingua e le tue labbra per pronunciare.

Aprire la gola non significa solo rilassarsi. C’è di più che devi fare per dare alle tue corde vocali più spazio possibile. Ma oltre a dare spazio alle corde vocali, aumenterai anche la risonanza generale allargando la gola.

Uno dei modi migliori per dare corpo alla tua voce è sorridere, certo proclamando la Parola non puoi sempre sorridere ma usa un sorriso interiore e allarga la gola!

Anche la tua respirazione così diventa più efficace.

La giusta posizione della laringe in gola è fondamentale se vuoi usare la voce in modo sano. Quando deglutisci, puoi sentire la tua laringe muoversi verso l’alto. Quando sbadigli, puoi sentirla muoversi più in basso.

La posizione giusta è neutra, vale a dire non è ne alta e ne bassa, questo è il modo migliore. È la posizione che la maggior parte delle persone usa quando parla.

Il supporto del respiro riguarda la gestione della pressione dell’aria sotto le corde vocali. Il tuo diaframma ha un ruolo molto importante nel processo di supporto del respiro

Quando inspiri, il diaframma si abbassa e l’aria scorre nei tuoi polmoni. Quando espiri senza emettere suoni, il diaframma si rilassa e si solleva, l’aria esce dai polmoni.

Quando non emetti alcun suono, le corde vocali si aprono e l’aria può uscire liberamente dai polmoni. Il supporto del respiro serve in un certo senso a mantenere l’aria nei polmoni, creando la giusta quantità di pressione necessaria mantenendo il flusso d’aria leggero senza intoppi.

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La Respirazione nella lettura:

Dopo esserci osservati e aver preso l’impegno con noi stessi di migliorare, in una misura, piccola o grande che sia, possiamo procedere verso quella che è la “cura” della nostra respirazione.

Abbiamo visto il percorso che la voce fa per arrivare ad essere parola di Dio attraverso un pò la storia contenuta nelle Sacre Scritture, ma adesso dovremmo vedere anche come questa parola di Dio, attraverso la voce, giunge ad incarnarsi nell’individuo in maniera così forte e vitale da poter essere tramandata a chi ci ascolta all’esterno.

È molto importante imparare ad effettuare una respirazione corretta e sufficientemente profonda; solo così si riesce ad emettere una voce valida sia qualitativamente che quantitativamente. Ricorda, inoltre, che una buona respirazione può favorire il rilassamento e quindi aiutare a vincere la paura e la tensione.

La respirazione è molto importante non solo per parlare, o quando si riprende fiato per far sì che parlando non si esaurisca l’aria nei polmoni e il discorso venga interrotto sul più bello perché manca il fiato.

Questa va praticata con degli esercizi che si fanno nei corsi di dizione, di public speaking per chi parla in pubblico.

Nel caso di lettori, oratori e catechisti, è fondamentale, per esempio, prendersi delle pause mentre si legge, inspirare fiato rapidamente ed espirare lentamente, non solo per concentrarsi su se stessi, ma anche per vincere l’ansia, per organizzare soprattutto il discorso che deve essere portato avanti in una catechesi ecc.

Se è vero che la mancanza di tono nella voce, di un timbro non curato, la mancanza di pronuncia perfetta, e il mangiarsi le parole, sono degli handicap che non favoriscono l’articolazione necessaria, è anche vero che una respirazione sbagliata può impedire al messaggio di essere veicolato e trasmesso in modo chiaro e sufficientemente potente.

Se si è abituati a parlare velocemente, senza fare nessuna pausa, senza dare a quella parola il giusto accento, otteniamo solo di impedire alla Parola di raggiungere le persone in mezzo all’Assemblea, e così rischiamo che questa non sia sufficientemente capita.

Mangiarsi le parole”, può nascere da una barriera interna, dalla timidezza, da certi complessi che ci trasciniamo dietro dall’infanzia sicuramente. Un semplice consiglio potrebbe essere quello di prendere una sedia e mettersi seduti per qualche minuto, in una stanza silenziosa: prima di andare a fare un discorso, o affrontare la platea, cercando di concentrarsi in silenzio inspirando l’aria, trattenendola per qualche secondo, chiudendo anche gli occhi, magari, e poi buttandola fuori lentamente.

Ripetendo l’esercizio un pò di volte, non solo potrai entrare in un clima anche di rilassatezza, di concentrazione, ma questo favorirebbe sicuramente la presa di coscienza che stai entrando in contatto con il tuo corpo, e che il tuo corpo è importante, non solo esteticamente, ma perché, prendi consapevolezza che, come la bocca, anche il corpo veicola il messaggio.

Le tecniche di respirazione sono utili per generare sicurezza, concentrarsi sul pensiero da dire, generare la calma sufficiente per affrontare una situazione particolare e abbattere queste terribili barriere che ti impediscono di parlare in pubblico.

Il fiato che immagazzini da fuori e giunge all’interno va gestito con sapienza in tempi scanditi e opportuni; con il moto dell’inspirazione, ad esempio, permetti all’aria di fermarsi dentro per qualche secondo e così sarai pronto in un secondo momento a consentire al diaframma di attivarsi, come un mantice, per “ributtarla” fuori lentamente attraverso le corde vocali.

In questo modo, possiamo capire quanto la respirazione raggiunga tutta la parte inferiore del corpo e non solo quella superiore, sembra questo qualcosa di scontato ma nella realtà tutti sono abituati a respirare solo “parzialmente”, gestendo il respiro solo a metà.

La respirazione totale, completa è quella che permette all’individuo di recuperare tutta la potenzialità dell’aria che circola nel nostro corpo producendo così il massimo beneficio per la voce.

Respirare in questo modo consente di tenere, per esempio, un’intera frase lunga in bocca senza singhiozzare mentre si parla o si legge, favorisce la concentrazione per organizzare il pensiero senza farsi prendere dall’ansia, è senza dubbio di grande aiuto per chi deve tenere un discorso, una catechesi, ma anche per chi deve solo leggere ad alta voce.

È vero che la mancanza di tono, la mancanza di un timbro curato, la mancanza di pronuncia esatta, mangiarsi le parole, il ritmo, possono essere degli ostacoli che non favoriscono l’elaborazione del messaggio in maniera corretta, ma è anche vero che anche una respirazione sbagliata o gestita male è responsabile di un suono confuso che impedisce alla parola di essere articolata in maniera consona ed efficiente.

Soprattutto in questi tempi così frenetici in cui si corre sempre, ci si ferma poco, si riflette anche poco, la mancanza di concentrazione non viene presa in considerazione: non siamo abituati mai a fermarci e a fare delle pause nella nostra vita. Mangiamo di fretta, ci alziamo di fretta, corriamo di fretta, ci vestiamo di fretta, facciamo tutto in fretta, e leggiamo anche di fretta!

Recuperare questi momenti di pausa offre una maggiore potenza al nostro personale modo di esprimerci, quando parliamo, quando leggiamo o quando cantiamo. Se sappiamo gestire, il fiato, questa tecnica ci permette di regalare alle frasi quella giusta cadenza di cui i lettori devono appropriarsi.

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Questo articolo è stato estratto dal libro “La Bocca di Dio” di Marilena Marino. 
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Strumenti per la Consegna: 1 – Introduzione alle Risorse per la Consegna

Strumenti per la Consegna: 1 – Introduzione alle Risorse per la Consegna

Pillole dal Libro: LA BOCCA DI DIO  di  Marilena Marino

In questa terza parte approfondiremo alcune tecniche che possono essere come degli “utensili” particolari per riuscire a presentare e consegnare a chi ci ascolta la parola di Dio.

Il controllo accurato di questi… “congegni” possono consentire al lettore di:

Analizzare e scoprire gli indizi lasciati dallo scrittore, che rivelano le caratteristiche dell’intenzione che Dio ha suggerito allo scrittore.

Esaminare questa ispirazione per arrivare ad una comprensione strutturata, personale e chiara del messaggio di Dio.

Approfondire a tal punto la Parola in modo da immergersi nel contenuto del messaggio per sentire e vivere effettivamente questa ispirazione, accompagnando la comprensione del lettore da una modalità come “accademica” a una dimensione molto più spirituale e sentita dal cuore.

Questo approccio serio, tecnico e spirituale ottiene in chi ascolta:

Un vero progresso umano e ascetico, contribuisce realmente alla conversione, ispira negli ascoltatori un desiderio di cambiamento morale, fino a motivali ad uscire e progressivamente essere testimoni ed evangelizzatori tra le persone prossime della loro comunità sociale.

Ma per poter utilizzare la voce è necessario prenderne coscienza e sapere come funziona, qual è il “tuo” registro vocale e come curarla e prevenire problemi che questo “strumento personale” può avere.

In questa parte cercherò di spiegarti come produciamo il suono con le nostre corde vocali. Questa presa di coscienza ti aiuterà a controllare il tuo strumento di comunicazione dandogli la considerazione che merita.

Per prima cosa dobbiamo capire che la nostra voce è UNICA ed è riconoscibile in mezzo a milioni di esseri umani; a volte notiamo delle caratteristiche simili nel timbro, nel modo, negli accenti, ma la nostra voce si forma nel nostro corpo e si proietta verso gli altri all’esterno per comunicare con loro.

Quindi la voce è un mezzo veramente importante per la nostra vita sociale, ma nello stesso tempo questo nostro personale strumento non viene considerato molto e per questo per niente educato al meglio delle sue possibilità e, sempre a causa di questa trascuratezza, la nostra voce potrebbe assumere delle deformazioni o dei suoni imperfetti poco comprensibili, spesso cantilenanti, noiosi ed opachi che rendono la comunicazione con l’altro veramente approssimativa e carente sotto molti aspetti.

Oltre a questi tipici difetti di espressività, si aggiunge il nostro modo di presentare i “contenuti del messaggio” in forme ripetitive, esagerate, poco coerenti o anche inventate che aggiungono elementi critici che rendono la nostra comunicazione verbale veramente inascoltabile.

Quindi, prima di capire come funziona il nostro originale strumento di comunicazione, sarebbe meglio analizzare la nostra modalità di trasmissione dei contenuti ed evitare di esagerare, scongiurare di confondere chi ascolta, scambiare le opinioni personali con i fatti concreti e controllare che le nostre “trasmissioni” siano sincere, chiare, oneste e puntuali come farebbe… un serio giornalista.

Verificare che il linguaggio sia veramente nostro e non che riportiamo come un registratore concetti e parole di altre persone, che magari non sono ben verificate e sicure.

Evitiamo quindi spettegolamenti inutili o addirittura la replica inconsapevole di bugie di altri; cerchiamo di essere “autentici”, personali ed affermare solo cose di cui siamo sicuri della loro fondatezza e veridicità.

 

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Altra cosa negativa è quella di parlare incolpando gli altri o peggio essere dei giudici che sentenziano su tutto; senza arrivare ai famosi dialoghi a scarico di responsabilità di “Adamo ed Eva”, cerchiamo di riuscire ad essere integri, coerenti, persone affidabili che fanno quello che hanno detto.

E infine, altra cosa difficilissima, allontanarsi dal lamento nel parlare, o dall’essere negativi e fare in modo che le caratteristiche della nostra voce trasportino soprattutto amore verso gli altri e un desiderio non di affermare con prepotenza noi stessi ma di avere l’intenzione di essere di aiuto a chi ci ascolta.

Premesso ciò che riguarda il contenuto di quello che diciamo, possiamo ora impegnarci a migliorare la nostra voce in modo che i nostri personali ed originali concetti e i nostri contenuti siano supportati da una voce che aiuta e sostiene questi valori verbali che diffondiamo nel mondo circostante.

In questa terza parte troverete altre tecniche che rappresentano come gli utensili” che il falegname o l’idraulico portano sempre con sè per usarli nei momenti opportuni o nelle occasioni più impreviste.

Quindi come dicevo inizieremo prendendo consapevolezza del nostro apparato fonatorio analizzando ogni singolo elemento espressivo della voce, completandolo con alcuni esercizi particolari ed alcuni suggerimenti pratici.

L’esercitazione con la lettura ad alta voce ci accompagnerà e darà sicurezza nel parlare in pubblico, migliorerà la nostra eloquenza e in pratica contribuirà al miglioramento complessivo delle nostre comunicazioni.

Questa avventura ci aiuterà non solo per la lettura della parola di Dio, ma avrà effetti migliorativi anche nella vita di tutti i giorni, se parleremo o leggeremo qualche pagina di letteratura classica ad un nostro amico, ad un figlio, o leggendo per gli altri, per i bambini o per i malati.

Questa formazione ci aiuterà a perfezionare ed approfondire gli argomenti di qualsiasi libro, prendere consapevolezza dell’uso più appropriato che possiamo aggiungere all’espressività delle parole stampate e dargli vita comunicativa all’esterno.

Per concludere questa semplice parte iniziale motivazionale, possiamo rimarcare ancora che tutta la nostra vita è condizionata dalle relazioni che instauriamo con gli altri e con gli “ambienti” che frequentiamo; tutte le relazioni sono create e mantenute soprattutto attraverso la nostra voce e dal modo in cui la “proiettiamo” agli altri.

Ma la maggior parte delle persone considera la voce come qualcosa di naturale, automatico e immodificabile, e spesso non viene considerata per niente come invece strettamente collegata al proprio corpo e strettamente dipendente dal nostro pensiero e diretta espressione della propria creatività.

Questo concetto… di essere “automatica” e naturale… non ci suggerisce per niente l’idea che viceversa possiamo modificare la nostra voce e il nostro modo di produrla con allenamenti, esercizi, esperienze e impegno della nostra volontà.

Questo è quello che proviamo a fare, a “smuovere”, “stimolare”, “scuotere” con questa terza parte del libro!

 

  "Questo libro è dedicato a tutte le persone che desiderano imparare ad avere profonda consapevolezza delle PAROLE della Bibbia e riuscire a proclamarle con autorevolezza e sicurezza"
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Questo articolo è stato estratto dal libro “La Bocca di Dio” di Marilena Marino. 
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Comprensione della Parola: 6 – Strategie per la Consegna della Parola

Comprensione della Parola: 6 – Strategie per la Consegna della Parola

Pillole dal Libro: LA BOCCA DI DIO  di  Marilena Marino

L’espressività viene dal lettore che si impegna in questa missione importante per la propria vita e la vita degli altri; ci mette tutto il suo carisma, il suo cuore per trasmettere con emozione le vicende bibliche.

Certo, non tutti i lettori hanno lo stesso carisma di svolgere questo compito, alcuni sono bravi naturalmente, altri sono diventati efficaci con l’impegno, la dedizione e lo studio.

Quando il lettore riesce a sintetizzare tutte le idee e gli strumenti tipici del suo carisma, aiuta l’ascoltatore ad arrivare al massimo della comprensione.

Il Carisma del lettore, certo, non è per tutti, ma con il dovuto impegno la maggior parte di voi sarà in grado di trovare la propria modalità e perfezionarla. Devi solo impegnarti e superare la paura e la vergogna della esposizione al pubblico e la paura di commettere errori di lettura imbarazzanti.

Una delle cose che mi chiedono più spesso i miei allievi e che è uno dei maggiori punti di frustrazione, è quella di come leggere in modo realistico, autorevole ed efficace, senza nel contempo sentirsi impacciati, rigidi e poco convincenti.

Questo servizio viene svolto in modo gratuito, ma questo non significa che deve essere assegnato a caso a persone che non si sono impegnate per guadagnarsi questo ruolo.

Questo libro è proprio per aiutarti a “rimboccare le maniche”, come si dice in gergo, e vedere come tu puoi migliorare la tua capacità interpretativa nella lettura ad alta voce.

Alcune persone possono essere attratte dalla gratificazione di salire sull’ambone quasi come fosse uno spettacolo, ma il problema è proprio questo quando entri in una “modalità finta” o una “lettura recitata” o spettacolarizzata.

Se fai questo non stai svolgendo bene la tua missione ma stai rovinando la parola di Dio con modi innaturali, egoistici e non sinceri.

Così come un attore di teatro non può agire in un modo sincero e libero se non conosce le sue battute e non si è preoccupato di studiarle e ricordarle, anche il lettore deve abituarsi a conoscere leggere e studiare seriamente la parola di Dio, meglio ancora attraverso un cammino spirituale serio.

E così come gli attori neofiti cadono nella trappola di ripetere più volte le loro battute finte, ripetute nello stesso modo, in una lettura scolastica, riga per riga; così il lettore provetto non può improvvisarsi in una lettura banale “riga per riga!” che diventa finta e non produce nessun effetto spirituale di cambiamento in chi ascolta.

Ad esempio ci sono 100 modi diversi per dire “dove sei stato?”…

Immagina di dirlo ad un fratello o dirlo al coniuge che è stato via senza telefonare, o dirlo a un familiare che torna a casa dopo ore di assenza, ecc.

La partecipazione emotiva che metteremo in questa semplice frase sarà ben diversa. Questo esempio era per dire che a maggior ragione non puoi proclamare la Parola senza averla approfondita e vissuta seriamente.

Allo stesso modo molti durante la lettura restano fermi, quasi paralizzati, con gli occhi fissi al libro; ma questa paralisi non è molto naturale e non è per niente comunicativa.

Il linguaggio del corpo è essenziale nell’interpretazione, pertanto esercitati a leggere ad alta voce inserendo dei movimenti naturali semplici con la testa, o usare lo sguardo verso gli ascoltatori nelle piccole pause fra una frase e l’altra, certo niente di estremo e stravagante ma semplici movimenti che rafforzano la comunicazione.

Questo perché non stai leggendo in modo privato e individuale ma stai proiettando la forza della parola di Dio verso chi ti ascolta, e lo devi fare con tutti i mezzi comunicativi che ti sembrano adeguati e nello stesso tempo equilibrati.

Svolgendo questo compito devi aver chiaro: cosa stai facendo, qual’è l’obiettivo che vuoi raggiungere e le modalità da mettere in campo per questo servizio.

Il ciclo delle letture nelle liturgie è strutturato in modo da ripresentarsi identico a distanza di qualche anno, ma ogni volta ci trova “diversi” come persone e quella Parola ci espone ad una luce spirituale ancora diversa.

Ogni lettura all’interno della stessa liturgia è coordinata con le altre verso un tema o un obiettivo preciso. Nello stesso tempo, ogni tema della liturgia di ogni giorno è coordinato con quello del giorno precedente, del giorno seguente e del periodo liturgico dell’anno.

Quindi, prima di affrontare la lettura, bisogna capire in quale tempo liturgico siamo, quali altre letture ci sono state il giorno precedente o nella domenica precedente; a volte questo tema, questo obiettivo potrebbe non essere così evidente e quindi dobbiamo lavorare e trovare indizi per scoprirlo.

La nostra modalità di lettura deve quindi aiutare gli ascoltatori a seguire il filo del pensiero e del ragionamento che il ciclo delle letture vuole suggerire.


Per scoprire concetti e parole importanti del periodo liturgico
prova a leggere le letture della domenica precedente o dei giorni feriali precedenti individuando parole, frasi e concetti che si sono ripetuti nel periodo; questo aiuterà la comprensione del contesto generale del periodo e ti favorirà verso la giusta interpretazione.

La parola di Dio può avere una difficoltà che non va sottovalutata.

Sappiamo che gli scrittori hanno trascritto le ispirazioni spirituali nelle loro lingue madri, ma poi questi scritti sono stati tradotti in altre lingue e con passaggi intermedi di altre lingue più conosciute a quei tempi e, infine, nel corso dei secoli, sono stati tradotti nella nostra lingua contemporanea.

Questa serie di passaggi può rappresentare un ostacolo, perché nelle traduzioni, alcune volte, certe parole sono di difficile interpretazione, hanno significati diversi nelle varie lingue e, quindi, ci possono essere traduzioni poco coerenti. Non intendo che ci siano dei grandi errori nella Bibbia, ma possono presentarsi parole tradotte che per questioni storiche e culturali non rispecchiano alla perfezione il contenuto originario.

Altre volte lo stile dello scrittore o del traduttore può presentarsi con espressioni colloquiali che erano in uso ai suoi tempi e che però hanno perso il fedele senso ai nostri giorni.

Spesso la scrittura è molto sintetica e alcune parole o idee vengono tralasciate e il risultato non è sempre molto chiaro di come lo scrittore originale intenda esprimere la parola di Dio o come noi possiamo poi leggerla ad alta voce.

Una strategia tecnica da provare è questa modalità:

1 – Esercitati ad aggiungere nella lettura o negli spazi dove si percepisci un vuoto, delle parole o delle frasi che chiariscano meglio la situazione descritta nella Parola.

2 – Poi leggi ripetutamente il passaggio della lettura con gli aggettivi o le parole che hai inserito e aggiunto; riascolta così quel discorso modificato che si completerà con un’idea interpretativa più fluente e significativa.

3 – Ora togli ogni aggiunta personale e rileggi il brano nella sua “forma originale”, ma cerca di “mantenere” le sensazioni e le espressioni che le aggiunte ti avevano suggerito prima.

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Un piccolo Esempio: Vangelo di Giovanni cap 9,1:


Passando, vide un uomo cieco dalla nascita e i suoi discepoli lo interrogarono: Rabbì, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché sia nato cieco?. Rispose Gesù: Né lui ha peccato né i suoi genitori, ma è perché in lui siano manifestate le opere di Dio. Bisogna che noi compiamo le opere di colui che mi ha mandato finché è giorno; poi viene la notte, quando nessuno può agire. Finché io sono nel mondo, sono la luce del mondo. Detto questo, sputò per terra, fece del fango con la saliva, spalmò il fango sugli occhi del cieco e gli disse: Va’ a lavarti nella piscina di Sìloe – che significa Inviato. Quegli andò, si lavò e tornò che ci vedeva”.

Ecco come potresti aggiungere delle frasi o delle parole perché la comprensione sia per te più intuitiva:

Passando, fuori dalle mura di Gerusalemme, vide un uomo sporco abbandonato cieco dalla nascita e i suoi discepoli lo interrogarono perché non riuscivano a dare una spiegazione: “Rabbì, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché sia nato cieco?”. Rispose Gesù con benevola autorità: “Né lui ha peccato né i suoi genitori, ma è perché in lui siano evidenti i miracoli e manifestate le opere di Dio. Poi con compassione amore ed incoraggiamento Bisogna che noi compiamo le opere di colui che mi ha mandato finché è giorno e sono qui con voi ; poi viene la notte, quando nessuno può agire. Finché io sono nel mondo, sono la luce del mondo”. Detto questo, chinato e come raccolto in preghiera sputò per terra, fece del fango con la saliva, spalmò il fango sugli occhi del cieco e commosso e pieno di amore gli disse: “Va’ a lavarti nella piscina di Sìloe” – che significa Inviato. Quegli andò pieno di speranza, si lavò e tornò euforico e sconvolto dalla sorpresa che ci vedeva.

Dopo questi inserimenti, rileggi più volte il brano ad alta voce con le parole che hai inserito per rendere la lettura più “sensata alla tua comprensione”. Ripetendo il brano con le parole aggiunte il concetto della stessa diventerà per te più chiaro e le tue impostazioni vocali cambieranno in base alla connotazione ampliata che hai inserito.

Facendo questo esercizio ascolta bene la tua interpretazione, il tuo tono di voce, le variazioni sul ritmo, le pause che fai e quali parole o frasi enfatizzi o comprimi naturalmente e via dicendo.

Rileggi quindi più volte, finché la lettura esca in modo naturale, in modo sicuro ed espressivo; questo esercizio ti darà una più chiara e ambientata comprensione della Parola che stai leggendo e che stai cercando di proclamare con la giusta interpretazione.

Per finire ora prova a proclamare il BRANO ORIGINALE (cioè quello senza le tue aggiunte); vedrai che la tua lettura conserverà i toni espressivi, il ritmo e le pause che avevi immesso nella tua interpretazione variata con gli inserimenti.


Il risultato di questo esercizio sarà che la lettura diverrà più espressiva, fiduciosa, profonda nella sua comprensione, e suonerà più naturale.

Anche l’Assemblea percepirà il brano in modo più completo e saranno più in grado di capire la Parola. Questo sicuramente avrà un effetto importante ed efficace sulla trasformazione e la conversione delle loro vite.

Un’altra considerazione sempre per esemplificare lo stesso concetto è quello riguardo alla lettura delle preghiere elevate al Signore.

Nella Bibbia innumerevoli passi si rivolgono a Dio con preghiere, ma spesso i lettori che proclamano queste parole ad alta voce lo fanno come se fosse una “richiesta” e con una voce autoritaria, quasi come fosse una “pretesa” esigente e, raramente, con l’umiltà del “povero”.

Leggendo questi brani superficialmente sembra piuttosto che stabiliamo noi cosa Dio ci dovrebbe… “fare”. Ma nella realtà è sempre Dio che si preoccupa per noi e sa molto bene cosa è bene per noi, e spesso è qualcosa di completamente diverso da quello che pensiamo.

Certo come figli è umano alzare preghiere al cielo per fargli sapere ciò che ci sembra sia utile per noi.

Ma siccome la sua volontà è sempre migliore della nostra, la lettura di queste preghiere nella Bibbia dovrebbe esprimersi e suonare all’orecchio come se fossimo sinceramente disponibili che la “sua” volontà si compia in noi.

Una tecnica da sperimentare è quella di aggiungere “mentalmente” certe parole mentre si legge come: “per favore”, “ti supplico”, “ti prego Dio aiutami” ecc. adottando un tono di voce umile, rispettoso, reverenziale.

Provate questo suggerimento.


Ultime raccomandazioni: leggere con fiducia è molto importante per una buona comunicazione. Studiare e ricercare è una componente fondamentale per il lettore al fine di costruire una fiducia personale e una efficace comprensione della Parola.

Quando il lettore riesce a sviluppare una immersione seria nella Parola pone delle solide basi per comunicare all’Assemblea con sicurezza, fiducia e autorità.

Dall’altro versante se gli ascoltatori percepiscono fiducia e sicurezza nella voce del lettore possono aprire il proprio orecchio con fede alla Parola proclamata e pongono una maggiore attenzione ai contenuti che vengono letti.

Una buona abitudine per il lettore è quella di approfondire certe singole parole in cui ci si imbatte nel brano sacro.

Se si è insicuri su qualche parola, perché magari viene poco usata, è consigliabile prendere un dizionario biblico e approfondirla; anche se l’hai sentita ben descritta da qualcuno che sembra esperto, ti consiglio, per sentirti ancor più sicuro, di fare delle ricerche personalmente, questo ti dà una sicurezza assoluta sul significato di ogni parola.

Lo stesso atteggiamento vale per la pronuncia corretta di alcune parole o nomi un pò difficili che possiamo incontrare nella Bibbia. Questa è una specifica responsabilità del lettore.

Ogni approfondimento arricchisce la comprensione favorisce nuove sfaccettature dei significati. Questo atteggiamento di “andare a fondo” riesce ad ampliare le sensazioni e il sentimento che un certo brano o parola possono darti e questo, in definitiva, può aiutarti seriamente nella scelta della modalità di lettura.

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Questo articolo è stato estratto dal libro “La Bocca di Dio” di Marilena Marino. 
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Comprensione della Parola: 5 – Le Frasi “Forti” della Bibbia

Comprensione della Parola: 5 – Le Frasi “Forti” della Bibbia

Pillole dal Libro: LA BOCCA DI DIO  di  Marilena Marino

Ci sono alcune frasi “forti” che sappiamo sicuramente sono state potenti per la nostra crescita spirituale.

Questi passaggi sarebbe bene elencarli o raccoglierli perché possano essere delle pietre miliari per noi e possano essere di testimonianza per gli altri.

Le frasi forti o aforismi particolari possono essere utili nella lettura ma anche possono servire per la catechesi o per motivare le persone.

Possiamo chiamarli anche “perle preziose”, sono frasi o citazioni che apprezziamo particolarmente perché parlano al nostro cuore.

Forse nella nostra vita hanno avuto un impatto molto forte su di noi, sono risultate così stimolanti che hanno messo in moto il nostro cuore, il nostro spirito, molto di più che altri brani, ci sono rimaste in mente perché forse erano così calzanti con la storia della nostra vita che hanno finito per illuminare il nostro dialogo spirituale.

Spesso le incontriamo nei momenti difficili o particolari della nostra esistenza o le usiamo nelle nostre preghiere: queste frasi hanno davvero la potenza di sviluppare un rapporto intimo personale tra noi e Dio, ci hanno suscitato sentimenti forti in passato ma possono aiutarci anche nel presente e nel quotidiano, sono magari affermazioni semplici ma efficaci, dense di significati spirituali che hanno la forza di donarci amore e conforto.

Queste parole importanti con cui abbiamo una forte relazione personale ci conferiscono una autorità speciale quando è il momento di consegnarle a chi ci ascolta.

Quando le proclamiamo mettiamo in risonanza il nostro cuore e sicuramente le avvolgiamo nella proclamazione di toni speciali, che raccontano di verità per la nostra vita, che ci dicono di quanto sono state preziose per noi, quanto ci hanno dato fiducia, speranza.

Se veramente sono state un fondamento di fede per noi, comunicheremo sicuramente l’importanza che hanno avuto e vorremo condividerlo con le persone che ci ascoltano, sperando che queste possano risuonare ed essere di supporto anche nella loro vita concreta.

Ecco alcuni esempi di frasi FORTI per capire di cosa stiamo parlando:


“Il nostro Dio è un Dio che salva; al Signore Dio appartengono le porte della morte” (Salmo 68,21).

Non moltiplicate i discorsi superbi, dalla vostra bocca non esca arroganza, perché il Signore è un Dio che sa tutto e da lui sono ponderate le azioni” (1 Samuele 2,3).

Invocami nel giorno dell’angoscia: ti libererò e tu mi darai gloria” (Salmo 50,15).

Disse loro Giosuè: Non temete e non spaventatevi! Coraggio, siate forti, perché così farà il Signore a tutti i nemici contro cui dovrete combattere” (Giosuè 10,25).

Ti muoveranno guerra ma non ti vinceranno, perché io sono con te per salvarti” (Geremia 1,19).

Siate forti riprendete coraggio o voi tutti che sperate nel Signore” (Salmo 31,25).

In verità, in verità vi dico: anche chi crede in me, compirà le opere che io compio e ne farà di più grandi, perché io vado al Padre” (Giovanni 14,12).

Quando ci imbattiamo nella proclamazione di queste citazioni forti, ricordiamoci di come sono state importanti per noi, di come ci hanno aiutato, di come ci hanno fatto sentire e, quindi, pensiamo a come il tuo ascoltatore potrebbe beneficiarne.

Considerando le persone che ti stanno ascoltando riuscirai a risvegliare in loro nuove dimensioni di queste parole, aiutando gli ascoltatori a comprenderle, mentre farai risuonare dentro di loro sentimenti emozionali.


Attenzione però a non scadere in una lettura scontata
e insensibile solo perché queste parole le hai ascoltate diverse volte; bada di non sciupare la loro potenza, proprio perché le conosci molto bene e hai familiarità con queste!

Sarebbe molto utile, per te personalmente, ma anche per il tuo ministero, elencare e scrivere una raccolta di queste parole forti che ti hanno aiutato durante la vita e meditare la loro profondità in altri personali momenti esistenziali.

Esse possono suggerire anche idee molto radicali, è importante quindi essere attenti all’atteggiamento di chi ci sta ascoltando.

È anche possibile che chi ascolta, di fronte a queste frasi forti o radicali possa frapporre delle barriere evidenti, frutto del ragionamento della propria mente, perché certe espressioni intense sconvolgono un pò l’equilibrio dell’esistenza delle persone.

La forza della parola di Dio, se vuole, può insinuarsi in ogni ascoltatore anche il più chiuso e resistente perché la parola di Dio vuole amare, risvegliare lo Spirito di ogni essere umano aiutandolo a credere attraverso il suo personale percorso di fede.

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Quando la parola di Dio, anche la più dura e radicale, viene compresa e abbracciata dall’ascoltatore, produce un impatto sconvolgente nella vita delle persone, esercita una sorta di luce spirituale, una trasformazione, una conversione, anche una guarigione fisica, perché ha il potere di cambiare le nostre azioni e quindi cambiare le nostre vite per sempre!

Queste espressioni forti devono essere consegnate con naturalezza a chi ascolta, senza imposizioni o modi insistenti, perché bisogna dare tempo alla Parola di agire e sbloccare ogni barriera che l’ascoltatore frappone alla sua azione.

Sì, la parola di Dio, quindi, venga presentata lentamente e con dolcezza, predisponendo l’ascoltatore ad essere più ricettivo e ad esaminare coi suoi tempi la verità che propone.

Il Lettore o il catechista devono quindi studiare e comprendere che la modalità di presentazione del prezioso contenuto della Parola non deve passare per la violenza dell’imposizione ma presentata con:

PRECISIONE, FERMEZZA, ABILITA’, CONCENTRAZIONE, PAZIENZA, FIDUCIA, AMORE e COMPASSIONE.

Gesù nelle sue parabole ha usato una LOGICA semplice, ancorata alla vita pratica, vissuta e comprensibile.

In Giovanni 1,46 di fronte al concreto scetticismo di Natanaèle, Filippo risponde:

Natanaèle esclamò: da Nazaret può mai venire qualcosa di buono? Filippo gli rispose: Vieni e vedi”.

Cioè, un invito ad usare anche la razionalità nella comprensione della Verità della Parola.

Perché la ragione miscelata con la Parola divina può avere la forza di convincere un essere umano a cambiare idea, e la forza delle nuove idee può cambiare la direzione della vite umane verso la conversione.

Possiamo ora Riassumere il Processo che un Lettore deve affrontare per svolgere in modo responsabile il suo ministero:

1 – Impegnati a ricercare e a fissare certi passaggi importanti della parola di Dio che sono stati determinanti nella tua esperienza anche se alcuni passi non li hai compresi appieno, ma sono stati come una pietra miliare nella tua vita.

2 – Elenca in un diario, un quaderno, un blocco di note, o fai pure dei cartelli da appendere nella tua casa e scrivi o stampa quei brani, quelle frasi forti che sono state importanti per il tuo percorso spirituale di vita, ma anche quelli che pensi possano essere molto efficaci per le persone che conosci, che incontri spesso e che ti possono ascoltare.

3 – Torna a rileggerli, a volte, riesaminali per approfondire e torna a meditarli nei momenti difficili per assorbire appieno il loro significato sempre nuovo e “mangiali” per renderli determinanti per la tua dimensione spirituale.

4 – Considera seriamente la modalità della consegna ad alta voce di queste parole, sforzati di considerare il punto di vista dell’ascoltatore ed immagina le difficoltà di comprensione che potrebbe avere.

5 – Quindi usa nella proclamazione un ritmo lento, un tono umile e con autorità benevola, pause per dare tempo a chi ascolta di assorbire la potenza della frase della Parola, pazienza e accoglienza, amore per l’ascoltatore, compassione e incoraggiamento, un linguaggio del corpo amichevole e supportato dal contatto visivo.

Per concludere, considera bene che la parola di Dio è piena di comunicazioni spirituali radicali, anche scomode per gli esseri umani, e forse certi concetti ascoltati molte volte li stiamo dando per scontati, può succedere che li presentiamo in modo spento, non più carico di quell’intensa emozione di quando li avevamo ascoltati per la prima volta durante il nostro cammino spirituale.

Attenzione, quindi, ad evitare una routine fredda nell’esposizione di certe parole forti che sicuramente, così facendo, avranno un impatto debole e freddo anche nella presentazione ai nostri ascoltatori.

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Comprensione della Parola: 4 – Esercitazioni Pratiche di Lettura

Comprensione della Parola: 4 – Esercitazioni Pratiche di Lettura

Pillole dal Libro: LA BOCCA DI DIO  di  Marilena Marino

Ogni volta che sali sulla ambone del lettore lo fai perché ti è stato assegnato un incarico importante, e cioè di mettere in relazione parole, storie e concetti che sono stati ispirati da Dio nei secoli; quindi dovresti leggere queste parole in un modo che avrà un profondo impatto sui tuoi ascoltatori.

In questo ministero sei un intermediario, un collaboratore di Dio, devi restituire e trasmigrare la potenza di conversione con la quale Dio vuole aiutare gli uomini!

Lo schema della comunicazione è questo e tu fai parte e tu sei un tassello importante di questo schema comunicativo:

Dio >>>>>>> Scrittore >>>>>> LETTORE >>>>> Assemblea

Purtroppo questo lavoro non è così facile perché le parole scritte dall’uomo riescono a fatica a descrivere le idee spirituali infinite del messaggio di Dio.

Va anche considerato che alcuni scrittori descrivono meravigliosamente alcune situazioni, ma altri risultano di difficile comprensione e con un linguaggio criptico che solo i Padri della Chiesa nel corso dei secoli hanno sviscerato.

Per finire c’è il problema delle traduzioni: anche di recente alcune frasi della Bibbia sono state aggiornate e adattate al linguaggio attuale delle persone di questo secolo.

Dunque il lettore deve dipingere, con la sua proclamazione, quelle “emozioni” che se fosse stato presente ai tempi di Gesù avrebbe avuto!

Deve cercare di far risuonare dentro se stesso la Parola: in modo profondo, così che l’Assemblea percepisca veramente la commozione del suo spirito!

Il lettore deve essere come se fosse un testimone di quei tempi trascinato con la “macchina del tempo” ai nostri giorni. Attenzione però a non scadere in una “recitazione” drammaturgica che suggerisce solo un atteggiamento egocentrico ed ipocrita!

Per riportare una testimonianza veritiera ci vuole impegno studio e serietà.

Studiare la lettura prima (non come alcuni lettori che leggono cinque minuti prima della liturgia il brano e che spesso viene anche assegnato all’ultimo secondo o casualmente un minuto prima); il lettore deve prepararsi il giorno prima e riecheggiare e rivivere con gli occhi e le orecchie interiori le situazioni che la Parola descrive, immaginarsi di essere presenti in quella situazione e rivivere le emozioni che la Parola suggerisce anche fisicamente con il corpo, con tutti i sensi; e soprattutto evitando di cadere in una modalità razional-intellettuale che sicuramente non è nell’intenzione di Dio.

Il lettore deve quindi essere mosso da una sincera motivazione, da un genuino desiderio di comprendere per primo la parola di Dio e trasmetterla nel migliore dei modi ai fratelli e sorelle dell’Assemblea con il solo intento di aiutarli nel bene e aiutarli nella conversione personale.

Una preventiva preparazione è assolutamente necessaria. Occorre familiarizzare con il testo da leggere.

Non leggere mai dal foglietto che hai preparato di nascosto: il Libro liturgico, che contiene la parola di Dio, non è solo un accessorio per la liturgia, ma è il “libro-segno” della presenza del Signore nella comunità che celebra gli interventi di Dio, nella vita del suo popolo! Non puoi inserirci dentro un brutto fogliettino spiegazzato con i tuoi appunti, meglio essere naturali ed anche impacciati che leggere dal foglietto come uno scolaretto che “copia”.

Ilario di Poitier afferma: “Alla mensa del Signore riceviamo in nutrimento il pane della vita, ma alla mensa delle letture domenicali siamo nutriti dalla dottrina del Signore”.

Assume quindi importanza l’ambone che, come afferma il Vaticano II, ha uguale dignità e importanza dell’altare dell’Eucarestia; l’uno richiama l’altro in quanto il Verbo annunciato dall’ambone si fa’ carne sull’altare. È questa la realtà che permette alla Chiesa di parlare di “due mense”, quella della Parola e quella dell’Eucaristia. L’ambone è il luogo della Parola e “non delle parole”.

Per aiutarti in questo esercizio ho messo insieme un elenco di alcune domande più usate e stimolanti da prendere in considerazione quando ti prepari a leggere la parola di Dio.

Leggi queste domande meditale, contemplale, registrale o scrivile.

Questo è un pò come un processo creativo: trova la modalità che funziona meglio per te, un esercizio che fanno anche attori esperti per entrare nel personaggio.

Sì, certo, ci vuole tempo per questo lavoro, ma come qualsiasi altra cosa che viene praticata quotidianamente, più una persona si esercita e più diventa esperta e più questo processo importante e creativo diventa una tecnica che fa parte del suo carisma.

Per essere concreti facciamo un esempio prendiamo una parola:
Il cieco di Gerico – LUCA 18, 35-43…

Mentre si avvicinava a Gerico, un cieco era seduto lungo la strada a mendicare. Sentendo passare la gente, domandò che cosa accadesse. Gli annunciarono: Passa Gesù, il Nazareno! Allora gridò dicendo: Gesù, figlio di Davide, abbi pietà di me! Quelli che camminavano avanti lo rimproveravano perché tacesse; ma egli gridava ancora più forte: Figlio di Davide, abbi pietà di me! Gesù allora si fermò e ordinò che lo conducessero da lui. Quando fu vicino, gli domandò: Che cosa vuoi che io faccia per te? Egli rispose: Signore, che io veda di nuovo! E Gesù gli disse: Abbi di nuovo la vista! La tua fede ti ha salvato. Subito ci vide di nuovo e cominciò a seguirlo glorificando Dio. E tutto il popolo, vedendo, diede lode a Dio”.

Ora studiando la Parola devi rivivere con gli occhi e le orecchie della tua mente quella situazione per comprendere appieno l’evento, e soprattutto l’intenzione che Dio ha immesso attraverso Gesù!

view of two persons hands

Per aiutarti in questo devi porti come delle domande di questo tipo:

LOCALIZZAZIONE:
Dove si svolge questa scena: dentro Jericho o fuori?

Si trovavano su una strada o una piazza affollata?

Era una giornata calda o fredda?

Era mattina o al tramonto?

Dove si trovava il cieco?

IL TUO RAPPORTO CON QUESTA SITUAZIONE:

Come sarà stato il tono delle parole di Gesù rivolte al cieco: amorevole, sinergico, autorevole, paziente, misericordioso, compassionevole, sicuro di sé?

E tu come avresti reagito se ti fossi trovato come spettatore lì, realmente, in mezzo alla folla?

Cosa ti colpisce di questa situazione?

Cosa ti mette a disagio o ti coinvolge di questa situazione?

RAPPORTI FAMIGLIA AMICI:

Chi era la famiglia del cieco? Come è cresciuto questo cieco? Questo cieco ha fratelli, madre, padre… gli sono vicini? E se no perché?

Dove è cresciuto il cieco è stata facile per lui la sua vita?

Come viene considerato questo cieco nella sua città dai suoi conoscenti?

RELAZIONI E RAPPORTI:

Quante persone si muovevano con Gesù?

In che posizione stava il cieco in piedi, seduto, sdraiato?

Com’è l’aspetto fisico del cieco?

La folla si accorge del cieco?

Come reagisce la folla alle grida del cieco?

Come si sarà sentito dopo aver riacquistato la vista?

E la gente che ha assistito al miracolo come sarà rimasta: stupita, emozionata, scioccata, incredula, altro?

SOGNI PAURE SPERANZE ASPIRAZIONI:

Come vive questo cieco nel mondo? Quali sono i suoi sogni le sue paure le sue speranze?

Cosa vuole fare prima di morire? Quale esperienza potrebbe cambiare la vita di questa persona?

STATI D’ANIMO:

Come era lo stato d’animo del cieco prima era triste, angosciato, abbandonato, come si sentiva?

Qual è il suo stato d’animo dopo che gli dicono “passa Gesù”?

Com’è l’espressione del viso del cieco quando viene portato di fronte a Gesù e percepisce con gli altri sensi che solo Lui può salvarlo dalla cecità?

E quando si rende conto che Gesù sta parlando a lui personalmente? È spaventato, o pieno di speranza di riavere la vista?

Tutte queste domande possono aiutarti ad entrare emozionalmente nella storia della Parola e capire il contesto dell’evento, rivivere il vissuto per una profonda comprensione utile anche per se stessi e poi nel momento della proclamazione all’Assemblea!

Le risposte a queste domande ci aiuteranno a comprendere, sentire e a trasmettere più completamente le parole ispirate da Dio.

Le persone dell’Assemblea sicuramente assorbiranno in modo più pieno, vivo, accurato, genuino, la Parola e questa avrà certamente un impatto molto più potente sulle loro menti, sui loro cuori e sulle loro vite.

Per concludere, il segreto è questo immaginare di essere effettivamente in mezzo a quei personaggi camminare con loro, sperimentare quello che stanno vivendo, sentire concretamente le sensazioni che stanno provando.

Questo atteggiamento ti aiuterà ad andare molto più in profondità nella storia e a toccare con mano davvero l’intenzione di Dio.

Il medesimo coinvolgimento ti permetterà di scrutare negli spazi più segreti le parabole o il testo attraverso una comprensione molto più matura, ricca di colori, di sapori, di genuinità e di autorità.

Questo serio atteggiamento migliorerà al massimo la tua comprensione della Parola e la tua proclamazione avrà un effetto coinvolgente sull’Assemblea: con la tua convinta lettura attirerai i tuoi ascoltatori nella storia e li aiuterai ad entrare, sentire e assorbire il messaggio che è l’unico che ha il potere di cambiare la vita e la storia delle persone.

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