In Scena il riadattamento della famosa parabola del Vangelo (Lc. 15,11-32)
I ragazzi della Parrocchia di San Giovanni Battista in Ferro di Cavallo- Perugia, hanno portato in scena la famosa Parabola del Figliol Prodigo tratto dal Vangelo di Luca. Attraverso il teatro, questo gruppo di ragazzi, desiderano lanciare un messaggio d’amore e di speranza rivolto a tutti. L’amore, si sa, è la molla che fa girare il mondo, da sempre, ma c’è un amore più grande di tutti che è l’amore di un padre con la P maiuscola: Dio. Inarrestabile, invincibile, sempre pronto a cercare ovunque e comunque i propri figli e, in generale, l’uomo, il sentimento viscerale tra Dio e la sua creatura, non si arrende davanti a nessun ostacolo, non si scandalizza, spera sempre in una possibilità. In questo caso il Figliol Prodigo, che rappresenta anche ciascun uomo che va per i suoi sentieri e cerca ostinatamente di cavarsela solo con le proprie forze, ritrova poi, tornando indietro sui suoi passi, un accesso privilegiato nel cuore del Padre che lo accoglie a braccia spalancate; infatti Dio, che attende alla porta la sua creatura, spiando in lontananza il suo ritorno verso casa, è sempre misericordia, dolcezza, illimitato perdono e disarmante amore!
Non resta altro che andare a vedere questo coinvolgente Musical che i ragazzi della compagnia di Perugia stanno in questo tempo portando in giro un po’ ovunque: sarà senz’altro una riuscita rappresentazione che seminerà nel cuore del pubblico grandi sentimenti di speranza ricolmi di gratuita testimonianza evangelica.
Rembrandt, il ritorno del figliol prodigo
Esiste anche un famoso dipinto ispirato a una di queste parabole. Si tratta di un quadro a olio su tela del celebre pittore olandese Rembrandt: Ritorno del Figliol Prodigo. Il quadro venne dipinto nel 1668 ed è oggi conservato nel Museo dell’Ermitage di San Pietroburgo.
Siamo alla fine della parabola, quando il figlio ingrato torna a casa. È vestito di stracci, spezzato nel corpo e nell’anima dai propri vizi e dalle conseguenze dei propri errori. Sta in ginocchio davanti al padre, pentito, consapevole del proprio fallimento e della propria mediocrità, resa ancora più bruciante dalla presenza di quello che con ogni probabilità è suo fratello maggiore, sulla destra della scena, che lo guarda e lo giudica. Il padre no. Non c’è giudizio nei suoi gesti, non c’è condanna nel suo sguardo che avvolge il figlio più giovane. Solo amore e perdono. I suoi occhi sono quelli di un cieco, come se li avesse consumati per guardare i propri figli, per seguire con apprensione le loro vicissitudini. Un altro dettaglio importante sono le sue mani, posate sulle spalle del figlio inginocchiato: una mano maschile, una femminile, come se nell’amore egli diventasse padre e madre nello stesso tempo. Ancora, il cranio del figlio è rasato, come si conviene a un penitente, ma anche come quello di un neonato. Nell’amore del padre misericordioso, nel suo perdono che va oltre ogni colpa, il giovane rinasce a nuova vita. La luce, che avvolge le due figure centrali, i colori, tutto concorre per esprimere la solennità del momento, la trascendenza quasi mistica che l’amore opera su padre e figlio. Rembrandt, profondamente religioso, trascorse tutta la propria vita tra vizio e redenzione, e forse questo quadro ha voluto essere il suo testamento spirituale e il suo atto di contrizione.
Papa Francesco, che ha raccontato la parabola in diverse occasioni, ha ribattezzato il figliol prodigo come il giovane furbo. In effetti a volte si perde di vista il significato del termine prodigo, che non significa ritrovato, come alcuni credono, ma spendaccione! Il Sommo Pontefice ha saputo rendere quanto mai attuale la parabola, portando il giovane figlio ribelle come esempio di tutti i ragazzi che credono di poter prendere la propria strada, ignorando le regole e i consigli dei genitori, salvo poi dover tornare sui propri passi quando le cose si mettono male. E a questo punto interviene il Padre, Dio, che non solo non accusa il figlio ingrato del suo fallimento, ma anzi lo riaccoglie con una grande festa. “Dio è molto buono, approfitta dei nostri fallimenti per parlarci al cuore” ha affermato il Papa, mostrando come anche un fallimento, un errore diventa un’occasione di perdono e amore.
All’inizio avevano solo il marrone: la stoffa non tinta era la più economica disponibile.
Vivere semplicemente
I frati francescani vivono la loro vita in solidarietà con i poveri, prendendo voti di povertà e vivendo con pochi beni. La Regola di San Francesco non prescrive alcun colore particolare all’ordine, ma invita i suoi membri a “indossare abiti umili”, a “vestirsi con abiti scadenti”. I francescani servono i poveri al loro livello e non aiuterebbe la loro missione essere ricoperti di abiti eleganti mentre servono gli indigenti.
I toni della terra riflettono il corpo terreno
Ogni ordine che fa voto di povertà lo fa per dimostrare che i beni non sono ciò che ci definisce e per seguire le parole di Cristo in Matteo 19:21:
Gesù gli disse: «Se vuoi essere perfetto, va’, vendi quello che hai, dallo ai poveri e avrai un tesoro nel cielo. Allora vieni e seguimi.”
Si menziona l’ammirazione del santo per l’allodola, suggerendo che il marrone riflette la vita terrena e le opere dell’ordine per alleviare la sofferenza terrena:
“Il suo piumaggio è terroso. Dà l’esempio alle religiose e ai religiosi affinché non debbano avere abiti eleganti e raffinati, ma piuttosto indossare colori spenti, come quelli della terra”.
San Francesco iniziò il suo ordine circa 809 anni fa, nel 1209. All’epoca le vesti dei confratelli venivano fornite dai contadini, che spesso non erano molto più ricchi dei francescani. Il colore più comune indossato dalla classe contadina dei secoli bui erano varie tonalità di grigio e marrone, a seconda della fonte di lana utilizzata. Il tessuto non tinto era il più economico disponibile. La veste indossata da San Francesco conservata presso la Basilica di Nostra Signora degli Angeli è grigia. I francescani, il cui abbigliamento doveva essere utile e duraturo, non si preoccupavano del colore, ma man mano che la loro influenza cresceva, il marrone divenne semplicemente “il loro colore”.
Il colore serviva anche ad un altro scopo. Quando iniziò l’ordine, i fratelli vivevano nel lebbrosario di Rivo Torto vicino ad Assisi e trascorrevano gran parte del loro tempo scalando la regione montuosa dell’Umbria per portare soccorso ai bisognosi. I frati dormivano spesso nella terra e il colore marrone era utile per aiutarli a sembrare ancora relativamente puliti.
I Frati Francescani del Rinnovamento, ramo più recente dei seguaci di Francesco, sono noti per il loro abito grigio.
La cintura
Un altro tratto distintivo del loro abbigliamento francescano è il cingolo, una lunga corda con tre nodi legati che viene indossata intorno alla vita. Mentre il cingolo aiuta a tenere chiuse le vesti del sacco nelle giornate ventose, i tre nodi rappresentano Povertà, Castità e Obbedienza , i tre capisaldi dell’Ordine francescano.
La foresta
Mentre la maggior parte degli abiti francescani hanno un cappuccio attaccato, un ramo si distingue per i suoi lunghi cappucci, noti come capuches. I Francescani Cappuccini prendono il nome da questo tratto distintivo, e hanno a loro volta dato il nome alla scimmia cappuccina (che sembra indossare un cappuccio) e al cappuccino, la bevanda al caffè che riprende la colorazione dell’abito francescano.
L’esortazione apostolica nella festa di San Francesco d’Assisi, il 4 ottobre
UN NUOVO CAPITOLO PER LA CHIESA E L’AMBIENTE
«Laudate Deum» è il titolo della prossima esortazione apostolica di Papa Francesco. E tra i 464 partecipanti al Sinodo sulla sinodalità (4-29 ottobre 2023) ci sono due vescovi della Cina «proposti dalla Chiesa locale, d’intesa con le autorità, e nominati dal Papa». Sono i due eventi principali della Chiesa in questo autunno.
ESORTAZIONE – Il titolo del documento è stato rivelato da Bergoglio il 21 settembre ai rettori di università latinoamericane. Il Vaticano lo ha pubblicato a tarda sera il 25 settembre: «L’umanità è stanca di questo uso improprio della natura e deve tornare a un buon utilizzo della natura e al dialogo con la natura». L’esortazione apostolica esce nella festa di San Francesco d’Assisi, il 4 ottobre. Si tratta – dice – di uno sguardo a quello che è successo e cosa bisogna fare».
SINODO – Su 464 partecipanti i membri sono 365 «come i giorni dell’anno: 364 più il Papa», di cui 54 donne votanti. Quattro settimane, scandite da vari appuntamenti, che vedono riuniti – nell’aula Paolo VI e non nell’aula del Sinodo – cardinali e patriarchi; vescovi e sacerdoti (pochi); religiosi/e e laici/e dei cinque continenti alle prese con i tablet: votano, leggono e scaricano i documenti «così si evita lo spreco di carta». L’elenco dei partecipanti «è completo e definitivo» spiegano in Paolo Ruffini, prefetto del Dicastero per la comunicazione e presidente della Commissione per l’informazione: il gesuita Giacomo Costa, segretario speciale; e mons. Luis Marín de San Martín, sottosegretario della Segreteria generale. I due presuli cinesi sono di nomina pontificia: Antonio Yao Shun, vescovo di Jining/Wumeng nella Mongolia Interna, e Giuseppe Yang Yongqiang, vescovo di Zhoucun. Anche nel Sinodo dei giovani nel 2018 ci furono due vescovi cinesi: Giovanni Battista Yang Xiaoting, vescovo di Yan’ An (Shaanxi) e Giuseppe Guo Jincai, vescovo di Chengde (Hebei): la loro presenza, solo per alcuni giorni, era stata un forte segnale che seguiva l’accordo Cina-Santa Sede per le nomine dei vescovi. Una novità annunciata da Francesco alla Messa di apertura: «Per la prima volta sono con noi due vescovi dalla Cina continentale». C’è anche mons. Stephen Chow, vescovo di Hong Kong, che diventa cardinale nel Concistoro del 30 settembre. «È evidente l’importanza della Chiesa cinese presente al Sinodo, per la Chiesa e per il popolo cinese».
INFORMAZIONE – Dice il dott. Ruffini: «Sarà una comunicazione rispettosa degli interventi e non farà chiacchiericcio; cercherà di dire le cose costruttive per la Chiesa in modo da trasmettere lo spirito ecclesiale, non politico perché il Sinodo non è un parlamento o un parlatoio, come dice il Papa. Non sarà coperta dal segreto pontificio ma sarà frutto di confidenzialità e riservatezza».
EVENTI – Il 30 settembre l’importante veglia ecumenica in piazza San Pietro, poi il trasferimento a Sacrofano (Roma) per il ritiro fino al 3 ottobre; Messa di apertura il 4; Messe quotidiane all’altare della Cattedra; pellegrinaggio il 12; preghiera con migranti e rifugiati il 19 «a cui terrebbe molto partecipare il Papa».
MODULI – I primi quattro moduli sono sull’«Instrumentum laboris»; nel quinto e ultimo si discute e perfeziona la relazione e le sintesi. Nei Circoli minori – 35 nelle diverse lingue (14 l’inglese e 8 l’italiano) «i gruppi lavoreranno in profondità. Il Papa tiene molto a non far emergere le singole voci e invita a passare da quello che ognuno ha elaborato a un tessuto comune e a un confronto effettivo».
ECOLOGIA – Alla vigilia della nuova «Laudato si’» (4 ottobre) il Sinodo darà il suo contributo alla salvaguardia del creato attraverso la compensazione: «Mediante il supporto economico della Fondazione SOS Planet e l’apporto tecnico di LifeGate si compensa parte delle emissioni di CO 2 . Il progetto scelto risponde al criterio di ecologia integrale che riunisce ecologia, attenzione al territorio, aiuto concreto alle popolazioni. Il progetto, realizzato in Nigeria e Kenya, persegue la diffusione di stufe da cucina efficienti e di tecnologie di purificazione dell’acqua destinate a famiglie, comunità e istituzioni. Le nuove tecnologie riducono il consumo di biomassa non rinnovabile e di combustibili fossili per cucinare e per l’ebollizione dell’acqua. Così si migliora l’inquinamento dell’aria, si riducono le malattie respiratorie e i tassi di mortalità, si migliora la salute delle popolazioni». Già nel Sinodo panamazzonico (6- 27 ottobre 2019) ci fu la compensazione con la riforestazione della Riserva indigena di Selva de Matavén in Sud-America.
SINODALITÀ – Ne parla al Consiglio permanente il presidente della Conferenza episcopale cardinale Matteo Maria Zuppi, arcivescovo di Bologna: «Vuol dire rimettere in discussione le arroccate solitudini ecclesiali nell’incontro, nella comunione, nell’ascolto, nell’impegno missionario che ci attende confrontandoci con la folla e le sue sofferenze. È una grande occasione di rinnovamento e affratellamento. Ci misuriamo con la realtà, la città, il territorio, il quartiere».
insegnami la disciplina dandomi la pazienza e insegnami la scienza illuminandomi la mente.”
C'È UN TEMPO PER OGNI COSA - Qoelet 3,1-15
Una riflessione a mo’ di galleria fotografica per trarre sempre nuove riflessioni
Il mio secondo figlio si chiama Agustín, e non perché mio padre o mio nonno si chiamino così, e nemmeno perché chiamare i bambini in questo modo è di moda. Si chiama Agustín in onore di Sant’Agostino di Ippona. Ho voluto dargli questo nome, sul quale mio marito fortunatamente ha concordato, per non dimenticare mai quello che la vita di questo santo ha dato alla mia e a quella di tanti altri. Le Confessioni sono il libro attraverso il quale ho conosciuto Sant’Agostino, ed è quello che raccomando maggiormente quando parliamo di conversione e di lotta.
Oltre ad essere un bel dialogo tra Sant’Agostino e Dio, questa autobiografia dimostra che anche i santi sono stati peccatori come te e me. Tra le sue righe molti di noi hanno trovato riflesse la propria storia e le proprie cadute. È servita e serve da ispirazione e da incoraggiamento per la conversione di tanti.
Le confessioni, scritte dal 397 fino al 400 (anche se a riguardo ci sono state numerose dispute), sono un’opera divisa in 13 libri, nella quale Agostino ha voluto porre davanti a Dio e a noi tutti il ricordo della sua anima e, con una profonda umiltà, manifestare il suo vecchio e nuovo “io”.
Agostino inizia quello che sarà il suo libro più importante con un’invocazione a Dio. In seguito racconta i primi peccati infantili (che non ricorda ma che gli vengono raccontati o vede in altri bambini) quando cercava le mammelle per nutrirsi, si beava delle gioie o piangeva per le noie della sua carne.
Un bimbo comune che sorrideva, s’innervosiva e al quale non bastava mai niente. Lentamente imparò a parlare osservando i movimenti degli adulti, cominciò a comunicare con i segni adatti e da bimbo divenne, come si definì lui stesso, un fanciullo chiacchierone.
Ecco una riflessione a mo di galleria fotografica sulle Confessioni. Queste parole continuino ad ispirarci oggi come ieri nella ricerca della verità, ovvero nella ricerca di Dio.
1. I tempi di conversione sono i tempi di Dio
Quanti di noi, pur essendo nati in una famiglia cattolica, hanno conosciuto davvero Dio in età adulta? Non è mai tardi per tornare a Lui, Dio è sempre con noi. Siamo noi che non eravamo con Lui.
“Tardi ti ho amato,bellezza così antica e così nuova, tardi ti ho amato. Tu eri dentro di me, e io fuori. E là ti cercavo. Deforme, mi gettavo sulle belle forme delle tue creature. Tu eri con me, ma io non ero con te. Mi tenevano lontano da te quelle creature che non esisterebbero se non esistessero in te. Mi hai chiamato, e il tuo grido ha squarciato la mia sordità. Hai mandato un baleno, e il tuo splendore ha dissipato la mia cecità. Hai effuso il tuo profumo; l’ho aspirato e ora anelo a te. Ti ho gustato, e ora ho fame e sete di te. Mi hai toccato, e ora ardo dal desiderio della tua pace”.
2. Dio chiama sempre, cerca sempre e si incarica personalmente di ciascuno di noi
Quante volte non capiamo cosa ci accade nella vita? Quante cadute, quanti dolori… Anche se sembra che siamo soli in mezzo all’incertezza, Dio è sempre lì; parla, consola e cura con attenzione, anche nel dolore.
“Sotto il lavorio della tua mano delicatissima e pazientissima, Signore, ora il mio cuore lentamente prendeva forma”.
3. Chiedere a Dio significa anche essere disposti ad ascoltare e a ricevere ciò che Egli ci dà. Dio non sbaglia mai
Quante volte abbiamo levato gli occhi al cielo chiedendo qualcosa a Dio? Gli abbiamo affidato i nostri desideri, i nostri sogni. Gli abbiamo chiesto di alleggerire il nostro peso. A volte sembra che non ci ascolti, ma lo fa sempre e dà ciò che sa che è meglio per ciascuno.
“Tu, la Verità, siedi alto sopra tutti coloro che ti consultano e rispondi contemporaneamente a tutti coloro che ti consultano anche su cose diverse. Le tue risposte sono chiare, ma non tutti le odono chiaramente. Ognuno ti consulta su ciò che vuole, ma non sempre ode la risposta che vuole. Servo tuo più fedele è quello che non mira a udire da te ciò che vuole, ma a volere piuttosto ciò che da te ode”.
4. Dio conosce il più profondo del nostro essere, è Lui che lo ha modellato con le proprie mani
Costa credere che siamo davvero figli di Dio, tutti e ciascuno di noi. Anche quelli che non credono in Lui. Dio conosce ogni angolo del nostro essere, ogni pensiero, ogni sogno, ogni anelito, ogni caduta, ogni lotta, perché sono state le Sue mani a modellare la nostra esistenza.
“O bontà onnipotente, che ti prendi cura di ciascuno di noi come se avessi solo lui da curare, e di tutti come di ciascuno”
5. Dio ci forma attraverso altri. La responsabilità dell’amore incondizionato
Noi mamme sappiamo quanto costa allevare un figlio. Serve fiducia in Dio per formarli nella libertà e nella verità. Santa Monica, madre di Sant’Agostino, ci insegna che tutti i dolori e le paure nell’allevare i nostri figli, quando sono offerti a Dio, danno frutto. Tutti siamo chiamati ad essere santi, e tutte le madri sono chiamate ad allevare figli santi per Dio.
“Piangeva innanzi a te mia madre, tua fedele, versando più lacrime di quante ne versino mai le madri alla morte fisica dei figli. Grazie alla fede e allo spirito ricevuto da te essa vedeva la mia morte; e tu l’esaudisti, Signore”. “Le lacrime di una tale donna, che con esse ti chiedeva non oro né argento, né beni labili o volubili, ma la salvezza dell’anima di suo figlio avresti potuto sdegnarle tu, che così l’avevi fatta con la tua grazia, rifiutandole il tuo soccorso? Certamente no, Signore”.
6. Dio è la nostra unica consolazione di fronte alla morte
Perdere qualcuno che amiamo profondamente è così doloroso che si desidera anche la propria morte. Senza Dio siamo perduti, soli, ma Egli comprende questo dolore e ci promette un incontro futuro e senza separazioni nella vita eterna. Questa promessa è quella che ci deve riempire di speranza e far ripristinare la gioia perduta per l’assenza fisica di coloro che se ne sono andati.
“L’unico a non perdere mai un essere caro è colui che ha tutti cari in chi non è mai perduto. E chi è costui, se non il Dio nostro, il Dio che creò il cielo e la terra e li colma, perché colmandoli li ha fatti?”
7. La misericordia di Dio è infinita. Non stanchiamoci mai di chiedere perdono
Ci sono giorni in cui vorremmo darci per vinti. È una lotta che sembriamo perdere, stanchi di cadere e di chiedere perdono sempre per le stesse cose. Dio non si stanca di perdonarci, siamo noi che pensiamo di non essere più degni di perdono. La sua misericordia è infinita.
“Lode a te, gloria a te, fonte di misericordie. Io mi facevo più miserabile, e tu più vicino. Ormai, ormai era accostata la tua mano, che mi avrebbe tolto e levato dal fango, e io lo ignoravo”.
8. La generosità nella comunità cristiana è un vero cammino di conversione
Soprattutto in quest’epoca, quanto è importante volgere il nostro sguardo ai nostri fratelli bisognosi della nostra generosità e del nostro amore! C’è tanta gente che muore di fame mentre alcuni sono pieni di ricchezze!
“Tutti i beni che mai possedessimo, sarebbero stati messi in comune, costituendosi, di tutti, un patrimonio solo. In tale maniera, per la nostra schietta amicizia non ci sarebbero stati beni dell’uno o dell’altro, ma un’unica sostanza, formata da tutti; questa sostanza collettiva sarebbe stata di ognuno, e tutte le sostanze sarebbero state di tutti”.
9. Trovano Dio solo gli umili, i più piccoli
In un mondo in cui si ripone il valore nell’immagine e in ciò che si ha, Sant’Agostino ci ricorda che è agli umili che Dio guarda volentieri.
“Volgi lo sguardo sugli umili, mentre gli eccelsi li vuoi conoscere da lontano e solo ai cuori contriti ti avvicini; non ti riveli ai superbi neppure se con la loro curiosa destrezza sappiano calcolare le stelle e l’arena, misurare gli spazi siderei ed esplorare le piste degli astri”.
10. La morte non è la fine. La vera vita è accanto a Dio
Desideroso di essere immortale, l’uomo lotta per evitare la morte, per prolungare la giovinezza, e disprezza tutto ciò che gli ricorda che è passeggero, che il corpo si deteriora e che avrà una fine. Sant’Agostino ci ricorda che la nostra vera dimora è il cielo.
“La nostra casa non precipita durante la nostra assenza: è la tua eternità”.
11. Il riposo e il senso della nostra esistenza si vedranno saziati solo da Dio
Il desiderio di infinito che ha l’essere umano non è altro che un’espressione della nostalgia di Dio, della chiamata ad essere eterni. Riusciremo a saziare questo anelito, questa fame, solo nutrendoci di Dio.
“Ci hai fatti per te, Signore, e il nostro cuore è inquieto finché non riposa in te”.
Maria Vergine: l’amore e la devozione che ci guidano.
Introduzione
L’Assunzione di Maria Vergine è un dogma della Chiesa cattolica che afferma che Maria, madre di Gesù, sia stata assunta in cielo con anima e corpo alla fine della sua vita terrena. Questo evento è considerato un momento di grande importanza nella fede cattolica e viene celebrato il 15 agosto di ogni anno come la festa dell’Assunzione. La dottrina dell’Assunzione di Maria è stata ufficialmente proclamata come dogma nel 1950 da papa Pio XII.
La storia dell’Assunzione di Maria Vergine
L’Assunzione di Maria Vergine è un evento di grande importanza nella tradizione cristiana. Secondo la dottrina cattolica, Maria, madre di Gesù, fu assunta in cielo, sia con il corpo che con l’anima, dopo la sua morte. Questo evento è celebrato il 15 agosto di ogni anno come la festa dell’Assunzione.
La storia dell’Assunzione di Maria Vergine ha radici antiche che risalgono ai primi secoli del cristianesimo. Tuttavia, non esistono prove storiche o bibliche dirette che documentino l’evento. La credenza nell’Assunzione di Maria si è sviluppata gradualmente nel corso dei secoli, basandosi su tradizioni orali e scritti apocrifi.
Le prime testimonianze scritte dell’Assunzione di Maria risalgono al V secolo. In quel periodo, l’idea dell’Assunzione era già ampiamente accettata dalla Chiesa. Tuttavia, fu solo nel 1950 che il dogma dell’Assunzione di Maria fu ufficialmente proclamato dal Papa Pio XII. Questa proclamazione confermò l’importanza teologica dell’Assunzione e la sua centralità nella fede cattolica.
Secondo la tradizione, Maria visse una vita santa e senza peccato. Dopo la morte di Gesù, fu assunta in cielo da Dio come ricompensa per la sua fedeltà e devozione. Questo evento è considerato un segno della gloria di Maria e della sua unione con Dio.
L’Assunzione di Maria Vergine ha un significato profondo per i credenti cattolici. Rappresenta la speranza nella vita eterna e la promessa di una vita dopo la morte. Maria è considerata un modello di fede e virtù per i fedeli, e la sua Assunzione è vista come un esempio di come Dio premia coloro che vivono una vita santa.
L’Assunzione di Maria Vergine è anche un momento di gioia e celebrazione per i cattolici. La festa dell’Assunzione è una delle principali feste mariane nel calendario liturgico e viene celebrata con processioni, messe speciali e preghiere. È un momento per riflettere sulla vita di Maria e per chiedere la sua intercessione e protezione.
Nonostante l’importanza e la venerazione dell’Assunzione di Maria nella tradizione cattolica, altre confessioni cristiane hanno opinioni diverse sull’argomento. Alcune chiese protestanti, ad esempio, non accettano l’idea dell’Assunzione di Maria come un dogma di fede. Tuttavia, ci sono anche alcune chiese ortodosse che condividono la credenza nell’Assunzione di Maria.
In conclusione, l’Assunzione di Maria Vergine è un evento di grande importanza nella tradizione cattolica. La sua storia ha radici antiche e si basa su tradizioni orali e scritti apocrifi. L’Assunzione rappresenta la speranza nella vita eterna e la promessa di una vita dopo la morte. È un momento di gioia e celebrazione per i cattolici, che riflettono sulla vita di Maria e chiedono la sua intercessione. Nonostante le diverse opinioni tra le diverse confessioni cristiane, l’Assunzione di Maria rimane un punto centrale nella fede cattolica.
Le diverse interpretazioni teologiche sull’Assunzione di Maria Vergine
L’Assunzione di Maria Vergine è un dogma della Chiesa cattolica che afferma che Maria, madre di Gesù, sia stata assunta in cielo con anima e corpo alla fine della sua vita terrena. Questo evento è stato oggetto di diverse interpretazioni teologiche nel corso dei secoli.
Una delle interpretazioni teologiche sull’Assunzione di Maria Vergine è quella della Chiesa cattolica, che ha proclamato il dogma nel 1950. Secondo questa interpretazione, l’Assunzione di Maria è stata un privilegio speciale concesso da Dio a causa della sua santità e del suo ruolo unico come madre di Gesù. La Chiesa cattolica crede che Maria sia stata assunta in cielo in modo simile a come Gesù è stato assunto dopo la sua risurrezione.
Alcuni teologi cattolici sostengono che l’Assunzione di Maria sia stata un evento fisico, in cui il corpo di Maria è stato trasformato e glorificato in modo simile a quello di Gesù. Altri teologi cattolici interpretano l’Assunzione come un evento spirituale, in cui l’anima di Maria è stata assunta in cielo mentre il suo corpo è rimasto sulla terra.
Al di fuori della Chiesa cattolica, ci sono diverse interpretazioni sull’Assunzione di Maria Vergine. Alcune chiese ortodosse orientali, ad esempio, accettano l’Assunzione di Maria come una verità di fede, ma non hanno definito il dogma come la Chiesa cattolica. Alcuni teologi ortodossi sostengono che l’Assunzione di Maria sia stata un evento spirituale, in cui l’anima di Maria è stata assunta in cielo, ma il suo corpo è rimasto sulla terra.
Alcune chiese protestanti, invece, non accettano l’Assunzione di Maria come una verità di fede. Queste chiese sostengono che non ci sono prove bibliche sufficienti per sostenere l’Assunzione di Maria e che è un’invenzione della tradizione cattolica. Alcuni teologi protestanti interpretano la morte di Maria come un evento normale e sostengono che non ci sono ragioni teologiche per credere che sia stata assunta in cielo.
Nonostante le diverse interpretazioni teologiche sull’Assunzione di Maria Vergine, questo dogma rimane una parte importante della fede cattolica. La Chiesa cattolica considera l’Assunzione di Maria come un segno della sua santità e come un modello per i fedeli. Maria è considerata la madre della Chiesa e la sua Assunzione è vista come un segno della sua partecipazione alla gloria di Cristo.
In conclusione, l’Assunzione di Maria Vergine è stata oggetto di diverse interpretazioni teologiche nel corso dei secoli. Mentre la Chiesa cattolica ha proclamato il dogma dell’Assunzione nel 1950, altre chiese cristiane hanno interpretazioni diverse o non accettano l’Assunzione come una verità di fede. Nonostante queste differenze, l’Assunzione di Maria rimane un elemento centrale della fede cattolica e un segno della sua santità.
La “dormitio Virginis” e l’assunzione, in Oriente e in Occidente, sono fra le più antiche feste mariane. Fu papa Pio XII il 1° novembre del 1950, Anno Santo, a proclamare solennemente per la Chiesa cattolica come dogma di fede l’Assunzione della Vergine Maria al cielo con la Costituzione apostolica Munificentissimus Deus: « Pertanto, dopo avere innalzato ancora a Dio supplici istanze, e avere invocato la luce dello Spirito di Verità, a gloria di Dio onnipotente, che ha riversato in Maria vergine la sua speciale benevolenza a onore del suo Figlio, Re immortale dei secoli e vincitore del peccato e della morte, a maggior gloria della sua augusta Madre e a gioia ed esultanza di tutta la chiesa, per l’autorità di nostro Signore Gesù Cristo, dei santi apostoli Pietro e Paolo e Nostra, pronunziamo, dichiariamo e definiamo essere dogma da Dio rivelato che: l’immacolata Madre di Dio sempre vergine Maria, terminato il corso della vita terrena, fu assunta alla gloria celeste in anima e corpo. Perciò, se alcuno, che Dio non voglia, osasse negare o porre in dubbio volontariamente ciò che da Noi è stato definito, sappia che è venuto meno alla fede divina e cattolica». La Chiesa ortodossa e la Chiesa apostolica armena celebrano il 15 agosto la festa della Dormizione di Maria.
L’influenza dell’Assunzione di Maria Vergine nella spiritualità cattolica
L’Assunzione di Maria Vergine è un dogma della Chiesa cattolica che afferma che la madre di Gesù, Maria, sia stata assunta in cielo con anima e corpo alla fine della sua vita terrena. Questo evento, che non è menzionato esplicitamente nella Bibbia, ha avuto un’enorme influenza nella spiritualità cattolica.
L’Assunzione di Maria Vergine è stata proclamata come dogma nel 1950 da Papa Pio XII. Questa proclamazione ha confermato ufficialmente ciò che era già una credenza diffusa tra i cattolici. Secondo la dottrina cattolica, Maria è stata assunta in cielo perché era stata preservata dal peccato originale e aveva vissuto una vita di santità esemplare.
L’Assunzione di Maria Vergine ha avuto un impatto significativo sulla spiritualità cattolica. Innanzitutto, ha rafforzato la venerazione di Maria come madre di Dio e come modello di santità per i fedeli. Maria è considerata la più grande dei santi e la sua assunzione in cielo è vista come un segno della sua speciale vicinanza a Dio.
Inoltre, l’Assunzione di Maria Vergine ha alimentato la devozione mariana tra i cattolici. La preghiera del Rosario, che è una delle preghiere più popolari nella tradizione cattolica, si concentra sulla vita di Gesù attraverso gli occhi di Maria. La credenza nell’Assunzione di Maria Vergine ha rafforzato la convinzione che Maria sia una potente intercessora presso Dio e che possa aiutare i fedeli nelle loro preghiere.
L’Assunzione di Maria Vergine ha anche avuto un impatto sulla liturgia cattolica. La festa dell’Assunzione, che cade il 15 agosto, è una delle principali feste mariane nel calendario liturgico cattolico. Durante questa festa, i fedeli celebrano la vita e l’ascesa di Maria al cielo. La liturgia della festa dell’Assunzione riflette la gioia e la gratitudine dei fedeli per il dono della salvezza attraverso Maria.
Inoltre, l’Assunzione di Maria Vergine ha influenzato l’arte e l’architettura cattolica. Numerose chiese e cattedrali sono state dedicate a Maria Assunta, e molte opere d’arte raffigurano l’Assunzione di Maria. Queste rappresentazioni artistiche hanno contribuito a diffondere la devozione mariana e a ricordare ai fedeli l’importanza di Maria nella loro vita spirituale.
Infine, l’Assunzione di Maria Vergine ha avuto un impatto sulla teologia cattolica. La dottrina dell’Assunzione ha sollevato importanti questioni teologiche, come la natura del corpo umano e la relazione tra corpo e anima. La Chiesa cattolica ha approfondito la sua comprensione della redenzione e della vita eterna attraverso la riflessione sull’Assunzione di Maria.
In conclusione, l’Assunzione di Maria Vergine ha avuto un’influenza significativa nella spiritualità cattolica. Ha rafforzato la venerazione di Maria come madre di Dio e come modello di santità. Ha alimentato la devozione mariana tra i fedeli e ha influenzato la liturgia, l’arte e l’architettura cattolica. Ha anche sollevato importanti questioni teologiche. L’Assunzione di Maria Vergine continua ad essere una parte centrale della fede cattolica e continua a ispirare i fedeli nella loro ricerca di santità e salvezza.
Le celebrazioni e le tradizioni legate all’Assunzione di Maria Vergine
L’Assunzione di Maria Vergine è una festa religiosa che viene celebrata il 15 agosto di ogni anno. Questa celebrazione è molto importante per la Chiesa cattolica e per molti fedeli in tutto il mondo. Durante questa festa, si commemorano la morte, la resurrezione e l’ascensione di Maria al cielo.
Le celebrazioni dell’Assunzione di Maria Vergine variano da paese a paese, ma ci sono alcune tradizioni comuni che si svolgono in tutto il mondo. Una delle tradizioni più comuni è la processione. Durante questa processione, i fedeli si riuniscono in chiesa e camminano per le strade circostanti, portando con sé statue di Maria Vergine. Questa processione è un momento di preghiera e riflessione per i fedeli, che si uniscono per onorare la madre di Gesù.
Oltre alle processioni, ci sono anche altre tradizioni che si svolgono durante le celebrazioni dell’Assunzione di Maria Vergine. Ad esempio, in alcuni paesi, viene organizzata una messa speciale per commemorare questo evento. Durante questa messa, vengono letti passaggi della Bibbia che parlano dell’Assunzione di Maria e vengono recitate preghiere speciali in suo onore.
Un’altra tradizione comune è quella di decorare le chiese e gli altari con fiori e candele. Questo simboleggia la bellezza e la purezza di Maria Vergine. I fedeli portano anche fiori e candele per offrirli come segno di devozione e gratitudine verso Maria.
In alcuni paesi, come l’Italia, l’Assunzione di Maria Vergine è anche un giorno festivo nazionale. Durante questo giorno, molte persone si riuniscono per trascorrere del tempo con la famiglia e gli amici. Si organizzano picnic all’aperto, si fanno gite fuori porta e si partecipa a eventi culturali e religiosi.
Oltre alle celebrazioni e alle tradizioni, l’Assunzione di Maria Vergine ha anche un significato spirituale profondo per i fedeli. Questa festa rappresenta la fede nella vita eterna e nella salvezza attraverso la grazia di Dio. Maria Vergine è considerata un esempio di fede e devozione, e la sua Assunzione al cielo è vista come un segno di speranza per tutti i credenti.
Durante le celebrazioni dell’Assunzione di Maria Vergine, i fedeli sono incoraggiati a riflettere sulla loro fede e a rinnovare il loro impegno verso Dio. Questa festa offre un momento di pace e di preghiera, in cui i fedeli possono chiedere l’intercessione di Maria e cercare la sua guida spirituale.
In conclusione, le celebrazioni e le tradizioni legate all’Assunzione di Maria Vergine sono un momento di devozione e riflessione per i fedeli cattolici in tutto il mondo. Durante questa festa, i fedeli si riuniscono per onorare Maria Vergine e per rinnovare la loro fede in Dio. Le processioni, le messe speciali e le decorazioni con fiori e candele sono solo alcune delle tradizioni che si svolgono durante questa festa. Ma, al di là delle celebrazioni esterne, l’Assunzione di Maria Vergine rappresenta un momento di profonda spiritualità e di rinnovamento della fede per i credenti.
Conclusione
La conclusione sull’Assunzione di Maria Vergine è che si tratta di una dottrina della Chiesa cattolica che afferma che Maria, madre di Gesù, fu assunta in cielo con anima e corpo dopo la sua morte. Questa dottrina è stata definita come dogma nel 1950 da Papa Pio XII. La festa dell’Assunzione di Maria viene celebrata il 15 agosto ed è considerata una delle principali feste mariane nella tradizione cattolica.
È la versione italiana di “Há Pressa no Ar” (C’è fretta nell’aria), inno della Giornata Mondiale della Gioventù Lisbona 2023, ispirata al tema della GMG Lisbona 2023
"In fretta si va": l'inno della Gmg 2023 di Lisbona in italiano
“In fretta si va”, è la versione italiana di “Há Pressa no Ar”(C’è fretta nell’aria), inno della Giornata Mondiale della Gioventù Lisbona 2023, ispirata al tema della GMG Lisbona 2023 («Maria si alzò e andò in fretta» (Lc 1,39).
Il Servizio Nazionale per la Pastorale giovanile della Cei ha affidato la versione italiana al musicista Valerio Baggio e al paroliere Valerio “Lode” Ciprì che ha tradotto il testo, entrambi già autori di celebri inni.
La voce italiana è della giovane cantante Benedetta Belotti.
L’inno della Gmg 2023 si sviluppa intorno al “sì” di Maria e della sua fretta di incontrare la cugina Elisabetta. “Há Pressa no Ar” ha testi di João Paulo Vaz, sacerdote, e musica di Pedro Ferreira, professore e musicista, entrambi della diocesi di Coimbra, nel centro del Portogallo. Gli arrangiamenti sono del musicista Carlos Garcia.
Il tema è stato registrato in due versioni in portoghese e nella versione internazionale (portoghese, inglese, spagnolo, francese e italiano). La versione italiana mantiene la musica originale, grazie alle parole di Valerio “Lode Ciprì” tra i fondatori del Gen Rosso, e resta aderente al testo originale mantenendosi assonante con esso. Nel cantare questo inno, i giovani di tutto il mondo sono invitati a identificarsi con Maria, rendendosi disponibili al servizio, alla missione e alla trasformazione del mondo.
“Maria si alzò e andò in fretta” (Lc 1,39): è questo il tema del Messaggio del Santo Padre ai giovani in occasione della XXXVII Giornata Mondiale della Gioventù, che sarà celebrata nelle Chiese particolari il prossimo 20 novembre 2022 e a livello internazionale a Lisbona dal 1 al 6 di agosto 2023.
La città della gioia
Una nuova esperienza legata alla GMG che unirà il Parco del Perdono e la Fiera delle Vocazioni.
Una nuova esperienza legata alla GMG di Lisbona è la Città della Gioia, un luogo che unirà il Parco del Perdono e la Fiera delle Vocazioni e dove scoprire Cristo attraverso esperienze di gioia cristiana. I giovani saranno provocati attraverso incontri, eventi, conversazioni, momenti di preghiera. Un modo per mettersi in discussione e confrontarsi con l’altro, con il diverso, sperimentando l’armonia, il perdono di Dio e la sua misericordia.
Un percorso insomma, ricco di stimoli dal Parco del Perdono dove ci saranno a disposizione 150 confessionali, alla Fiera Vocazionale in ci saranno testimonianze sulla vocazione
Maria si alzò e andò in fretta (Lc 1,39) è la citazione biblica scelta da Papa Francesco come motto della Giornata Mondiale della Gioventù che si terrà per la prima volta in Portogallo, nella capitale Lisbona, dall’1 al 6 agosto 2023. La frase biblica apre il racconto della Visitazione (la visita di Maria alla cugina Elisabetta), episodio successivo all’Annunciazione (l’annuncio dell’angelo a Maria che sarebbe stata madre del Figlio di Dio, tema della GMG a Panama).
Durante l’Annunciazione l’angelo dice a Maria che sua cugina, ritenuta sterile, è incinta. Dopo aver risposto all’angelo Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola (Lc 1,38), è allora che Maria parte per Ain Karim, un villaggio vicino a Gerusalemme dove Elisabetta viveva e attendeva la nascita di Giovanni, che sarebbe diventato San Giovanni Battista.
Maria di Nazaret è la grande figura del cammino cristiano: ci insegna a dire di sì a Dio. Nell’episodio biblico della Visitazione l’atto di alzarsi in piedi presenta Maria sia come donna di carità sia come missionaria. Partire in fretta rappresenta l’atteggiamento indicato da Papa Francesco per la GMG di Lisbona: «che l’evangelizzazione dei giovani sia attiva e missionaria, perché così riconosceranno e testimonieranno la presenza del Cristo vivente».
Rivolgendosi in particolare ai giovani, e sfidandoli ad essere coraggiosi missionari, il Papa nell’Esortazione apostolica Christus vivit scrive: «Dove ci invia Gesù? Non ci sono confini, non ci sono limiti: ci invia a tutti. Il Vangelo è per tutti, non per alcuni» (CV 177).
A Lisbona ritroveremo insieme la gioia dell’abbraccio fraterno. Papa Francesco” La Gmg è un pellegrinaggio e non un semplice viaggio: è darsi l’opportunità di lasciarsi raccontare quanto siamo preziosi per il Signore, quanto gli stiamo a cuore; ed è scoprire che la Chiesa siamo noi, sognando di poter far qualcosa per renderla sempre più bella”.