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25 Aprile: il ruolo dei cattolici
Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero perché lì è nata la nostra costituzione
8 – Quando la Parola diventa dialogo col Signore.
Comprendiamo da questi versetti come la Parola da voce comincia a essere espressione di dialogo, ad entrare in dialogo con l’uomo, a fare sul serio, scendendo anche verso la debolezza umana, chinandosi verso le sue mancanze, per recuperare il rapporto che era stato interrotto a causa della separazione provocata dal peccato.
Leggi dentro di te- Ricordati che sei unico
“La felicità è rivoluzionaria: abbiate il coraggio di essere felici”
7 – Voce e Corpo. Diverse modalità per arrivare all’armonia della Parola
Il corpo non viene spesso considerato ma può dare un aiuto importante al lettore: se riflettiamo, il corpo mette a disposizione tutte le membra per veicolare il messaggio, anche se sei dietro un ambone e sei coperto e soltanto la parte superiore del corpo, come la testa, è visibile.
Per i “Lettori” della Parola
MANUALE PER CATECHISTI ANIMATORI, LETTORI E MINISTRI ISTITUITI DELLA PAROLA, OPERATORI PASTORALI, LAICI IMPEGNATI NELLA PROCLAMAZIONE DELLA PAROLA
6 – La cura della Parola passa attraverso la cura della Persona
La voce è qualcosa di molto importante, specialmente, per esempio, per chi svolge un servizio come lettore. Per questa mansione assegnata bisogna davvero prendere maggiormente coscienza che dal modo con cui si usa la voce e la si articola, la si espone, dipende la reale efficacia del messaggio.
Domenica in Albis
«Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco.
Buona Domenica in Albis
Domenica in albis è una giornata davvero speciale per i cattolici italiani. Può essere un momento di preghiera, di riflessione e di celebrazione, ed è un’occasione per ricordare le tradizioni e le usanze della nostra fede. Con l’aiuto di Dio, possiamo contare su una giornata che ci ricorda la nostra fede e il nostro destino.
5 – La Parola nel timbro e nella voce. L’estetica e la bellezza della Parola
Dio quando riprese Giobbe (Giobbe 40,9) gli disse “Hai tu un braccio come quello di Dio e puoi tuonare con voce pari alla sua?”.
Dunque, che Dio abbia un timbro di voce, ce lo descrive in termini molto chiari; talvolta egli parla anche con una voce non tonante e attira non solo con la vista l’attenzione di Mosè davanti al roveto ardente nel libro dell’Esodo
50 Giorni dopo la Pasqua-Dai segni alla realtà significata
Erano perseveranti nell’insegnamento degli apostoli e nella comunione, nello spezzare il pane e nelle preghiere
25 Aprile: il ruolo dei cattolici
Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero perché lì è nata la nostra costituzione
8 – Quando la Parola diventa dialogo col Signore.
Comprendiamo da questi versetti come la Parola da voce comincia a essere espressione di dialogo, ad entrare in dialogo con l’uomo, a fare sul serio, scendendo anche verso la debolezza umana, chinandosi verso le sue mancanze, per recuperare il rapporto che era stato interrotto a causa della separazione provocata dal peccato.
Leggi dentro di te- Ricordati che sei unico
“La felicità è rivoluzionaria: abbiate il coraggio di essere felici”
7 – Voce e Corpo. Diverse modalità per arrivare all’armonia della Parola
Il corpo non viene spesso considerato ma può dare un aiuto importante al lettore: se riflettiamo, il corpo mette a disposizione tutte le membra per veicolare il messaggio, anche se sei dietro un ambone e sei coperto e soltanto la parte superiore del corpo, come la testa, è visibile.
Per i “Lettori” della Parola
MANUALE PER CATECHISTI ANIMATORI, LETTORI E MINISTRI ISTITUITI DELLA PAROLA, OPERATORI PASTORALI, LAICI IMPEGNATI NELLA PROCLAMAZIONE DELLA PAROLA
6 – La cura della Parola passa attraverso la cura della Persona
La voce è qualcosa di molto importante, specialmente, per esempio, per chi svolge un servizio come lettore. Per questa mansione assegnata bisogna davvero prendere maggiormente coscienza che dal modo con cui si usa la voce e la si articola, la si espone, dipende la reale efficacia del messaggio.
Domenica in Albis
«Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco.
Buona Domenica in Albis
Domenica in albis è una giornata davvero speciale per i cattolici italiani. Può essere un momento di preghiera, di riflessione e di celebrazione, ed è un’occasione per ricordare le tradizioni e le usanze della nostra fede. Con l’aiuto di Dio, possiamo contare su una giornata che ci ricorda la nostra fede e il nostro destino.
5 – La Parola nel timbro e nella voce. L’estetica e la bellezza della Parola
Dio quando riprese Giobbe (Giobbe 40,9) gli disse “Hai tu un braccio come quello di Dio e puoi tuonare con voce pari alla sua?”.
Dunque, che Dio abbia un timbro di voce, ce lo descrive in termini molto chiari; talvolta egli parla anche con una voce non tonante e attira non solo con la vista l’attenzione di Mosè davanti al roveto ardente nel libro dell’Esodo
50 Giorni dopo la Pasqua-Dai segni alla realtà significata
Erano perseveranti nell’insegnamento degli apostoli e nella comunione, nello spezzare il pane e nelle preghiere
Per una vita eucaristica – Il Video del Papa
https://youtu.be/5Gioqmh3SlY?si=rmnR8UZbMWC58ynm Perché andare a Messa la domenica? Non certo per seguire un rito. Come dice Papa Francesco, "se usciamo dalla Messa uguali a come ci siamo entrati, c'è qualcosa che non va". Perché "l'Eucaristia è la presenza di Gesù",...
Strumenti per la Consegna: 5 – Punteggiatura e Prosodia
Ora facciamo subito un piccolo esercizio per comprendere concretamente l’importanza della Punteggiatura!
Leggi all’impronta e velocemente questo brano che è stato scritto volutamente senza punteggiatura. (da A.Sommer-Bodengurg, Vampiretto, Salani)
Le erbe amare della ricerca di Dio- Fabrizio De André
Interrogativi che fanno riflettere
Strumenti per la Consegna: 4 – Alcune regole di Dizione e di Pronuncia – Seconda Parte
Nei nomi che terminano in -iòlo, –iòla: vaiòlo, nebiòlo, boscaiòlo, crogiòlo, fumaiòlo, figliòlo, picciòlo, fagiòlo, mostacciòlo, orzaiòlo… viòla, carriòla, tagliòla, Gigliòla, seggiòla, sogliòla, chiocciòla…
Nei nomi che terminano in -òccio: fantòccio, bambòccio, baròccio, carròccio, cartòccio, còccio, figliòccio…
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