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5 – La Parola nel timbro e nella voce. L’estetica e la bellezza della Parola

Dio quando riprese Giobbe (Giobbe 40,9) gli disse “Hai tu un braccio come quello di Dio e puoi tuonare con voce pari alla sua?”.

Dunque, che Dio abbia un timbro di voce, ce lo descrive in termini molto chiari; talvolta egli parla anche con una voce non tonante e attira non solo con la vista l’attenzione di Mosè davanti al roveto ardente nel libro dell’Esodo

50 Giorni dopo la Pasqua-Dai segni alla realtà significata

Erano perseveranti nell’insegnamento degli apostoli e nella comunione, nello spezzare il pane e nelle preghiere

4 – Principi base per il Lettore della Parola. Profilassi e Deontologia – Terza Parte

Il ministro non è un leader che cattura consensi per farsi il suo gruppo. È uomo di pace, di comunione e di profondo spirito ecclesiale.

Per esprimere in pienezza questa sua funzione il Lettore deve convincersi che il cristianesimo non si riduce ad un insieme di pratiche religiose, ma deve essere un fatto che coinvolge l’esistenza personale trasformata dalla fede vissuta perché l’esistenza è alimentata dalla parola di Dio; il cristianesimo non è una filosofia che ci vuole insegnare a vivere una vita diversa, ma arriva per vivere la nostra vita in un “altro modo”.

PASQUA Lunedì dell’angelo

Sono risorto, o Padre, e sono sempre con te. Alleluia.

5 – La Parola nel timbro e nella voce. L’estetica e la bellezza della Parola

5 – La Parola nel timbro e nella voce. L’estetica e la bellezza della Parola

Dio quando riprese Giobbe (Giobbe 40,9) gli disse “Hai tu un braccio come quello di Dio e puoi tuonare con voce pari alla sua?”.

Dunque, che Dio abbia un timbro di voce, ce lo descrive in termini molto chiari; talvolta egli parla anche con una voce non tonante e attira non solo con la vista l’attenzione di Mosè davanti al roveto ardente nel libro dell’Esodo

4 – Principi base per il Lettore della Parola. Profilassi e Deontologia – Terza Parte

4 – Principi base per il Lettore della Parola. Profilassi e Deontologia – Terza Parte

Il ministro non è un leader che cattura consensi per farsi il suo gruppo. È uomo di pace, di comunione e di profondo spirito ecclesiale.

Per esprimere in pienezza questa sua funzione il Lettore deve convincersi che il cristianesimo non si riduce ad un insieme di pratiche religiose, ma deve essere un fatto che coinvolge l’esistenza personale trasformata dalla fede vissuta perché l’esistenza è alimentata dalla parola di Dio; il cristianesimo non è una filosofia che ci vuole insegnare a vivere una vita diversa, ma arriva per vivere la nostra vita in un “altro modo”.

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