La conversione del Manzoni

La conversione del Manzoni


La conversione del Manzoni
Vincenzo Zaccaria, baccelliere in Scienze Bibliche
Un momento decisivo nella vita e nella produzione letteraria di Alessandro Manzoni fu la ”conversione”
all’età di 25 anni, ricordata anche come ”miracolo di San Rocco” .
Pare tuttavia si tratti di un episodio leggendario, ci sono anche varie versioni, lo stesso Manzoni in seguito
taceva volontariamente nel trattare l’argomento o al massimo rispondeva a bassa vo
ciononostante è affascinante ricordarlo per i lavori letterari che uscirono dalla penna del poeta in
ne a mio parere più convincente, anche perché l’ho studiata sui banchi di scuola. A
nostro professore la chiedeva continuamente nelle interrogazioni ed infatti poi all’esame di
colgo l’occasione per ringraziarlo).
in compagnia della moglie Enrichetta, calvinista, è a Parigi nel bel mezzo dei festeggiamenti del
matrimonio di Napoleone con Maria Luisa d’Austria. La folla è festante, la confusione è tanta;
grida di gioia al passaggio degli sposi e lo scoppio di alcuni fuochi d’artificio portano il Manzoni a perdere di
vista la moglie in un attimo. Il Manzoni prova immediatamente a ritrovarla, la chiama ad alta voce,
ma non riesce più a ritrovarla; la moglie sembra sparita. I minuti passano,
ve ritrovare la moglie, ma nulla, la moglie sembra scomparsa. Smarrito,
il poeta si ritrova sui gradini della chiesa di San Rocco e si rifugia dentro per riprendere le
il silenzio e la quiete della basilica tranquillizzano immediatamente il Manzoni. S
con animo sincero egli ora capisce che è il momento di chiedere,
per mettersi alla prova e prega per ritrovare la moglie! Di certo sarà rimasto per qualche minuto da solo in un
, avrà supplicato di essere ascoltato, avrà insistito con sincerità,
di poeta buone e uniche saranno di certo arrivate al Signore e forse avranno preso una ”corsia preferenzial
dopo questa prova, può nuovamente abbracciarla.
L’esistenza del Manzoni da quel momento cambiò
nell’animo ma anche nella sua arte. Graz
uomini possono continuare ad apprezzare gli
componimenti dedicati alle maggiori festività del cattolicesimo
Resurrezione, Il nome di Maria, Il Natale
Pentecoste.
Riprendo alcuni momenti de La Resurrezione
parole del nostro grande poeta il momento più esaltante della storia
dell’uomo:
È risorto: il capo santo
più non posa nel sudario
è risorto: dall’un canto
dell’avello solitario
sta il coperchio rovesciato:
come un forte inebbriato ,
De tenebris in admirabile lumen
“Egli vi ha chiamati fuori delle tenebre,
per condurvi nella sua luce meravigliosa”. – 1Pt 2:9, TILC.
Lapide posta sul primo pilastro sinistro
Roch, che commemora la
Un momento decisivo nella vita e nella produzione letteraria di Alessandro Manzoni fu la ”conversione”
ricordata anche come ”miracolo di San Rocco” .
ci sono anche varie versioni, lo stesso Manzoni in seguito
al massimo rispondeva a bassa voce ӏ stata la grazia di
ciononostante è affascinante ricordarlo per i lavori letterari che uscirono dalla penna del poeta in
studiata sui banchi di scuola. Allora il
nostro professore la chiedeva continuamente nelle interrogazioni ed infatti poi all’esame di maturità fu
calvinista, è a Parigi nel bel mezzo dei festeggiamenti del
la confusione è tanta; spinte, urla,
tano il Manzoni a perdere di
la chiama ad alta voce, si fa
la moglie sembra sparita. I minuti passano, ma non rinuncia;
la moglie sembra scomparsa. Smarrito, stanco e sospinto dalla
il poeta si ritrova sui gradini della chiesa di San Rocco e si rifugia dentro per riprendere le
zzano immediatamente il Manzoni. Senza però
con animo sincero egli ora capisce che è il momento di chiedere, ha l’occasione
per qualche minuto da solo in un
avrà insistito con sincerità, le sue parole
di poeta buone e uniche saranno di certo arrivate al Signore e forse avranno preso una ”corsia preferenziale”.
Manzoni da quel momento cambiò non solo
ma anche nella sua arte. Grazie a quel momento, gli
uomini possono continuare ad apprezzare gli Inni sacri, cinque
ori festività del cattolicesimo: La
l Natale, La Passione, La
La Resurrezione. Gustiamo con le
parole del nostro grande poeta il momento più esaltante della storia
il Signor si risvegliò
Era l’alba; e molli il viso
Maddalena e l’altre donne
fean lamento in su l’Ucciso;
ecco tutta di Sionne
si commosse la pendice
e la scolta insultatrice
di spavento tramortì
Un estranio giovinetto
si posò sul monumento:
era folgore l’aspetto
era neve il vestimento:
alla mesta che ‘l richiese
dié risposta quel cortese:
è risorto; non è qui.
Parafrasi:
Egli è risorto: il suo capo non è più avvolto dal sudario; è risorto: ad un lato del sepolcro vuoto sta,
rovesciata, la pietra tombale: il Signore si risvegliò, come un uomo forzuto che è stato ubriacato dal vino.
Era l’alba, e col volto bagnato di pianto Maddalena e le altre donne piangevano l’uccisione di Gesù, quando
la pendice del monte Sion [su cui sorge Gerusalemme] tremò e le guardie, che con la loro presenza e con il
loro atteggiamento costituivano un insulto a Cristo, tramortirono di paura.
Un giovinetto sconosciuto a tutti [un angelo] si posò sul luogo della tragedia: ed era il suo aspetto come
quello di un fulmine, e il suo abbigliamento come neve: rispondendo ad una domanda di Maria Maddalena,
con dolcezza annunciò: Egli non è più qui, è risorto.

Comprensione della Parola: 3 – Analisi del testo. Suggerimenti ed Esercizi – Prima Parte

Comprensione della Parola: 3 – Analisi del testo. Suggerimenti ed Esercizi – Prima Parte

Pillole dal Libro: LA BOCCA DI DIO  di  Marilena Marino

La formazione biblica deve portare i Lettori a saper inquadrare le letture nel loro contesto e a cogliere il centro dell’annunzio rivelato alla luce della fede” (Ordo Lectionum Missae, Introduzione, 55).

Uno dei punti di partenza più importanti prima di presentare all’Assemblea una Parola è conoscere esattamente i contesti, il carattere che è stato immesso nella scrittura. Dio ha ispirato tutta la Sacra Scrittura come strumento per arrivare agli uomini: c’è stato anche tanto lavoro nella traduzione e nell’interpretazione, per questo dobbiamo cercare di capirla in profondità e assegnare il giusto valore ai testi; poiché le Scritture Sacre sono molto diverse, possiamo trovare la descrizione di avvenimenti storici, oppure le visioni dei Profeti, ma anche i consigli, le lettere, le esortazioni degli Apostoli, scritti in varie forme letterarie, per questo anche l’intonazione, il modo di leggere, sarà molto diverso se incontriamo una pagina lirica, un insegnamento, o una invocazione di aiuto.

Se pensiamo al significato, all’origine di una sola parola, dei suoi sinonimi, possiamo intuire che le frasi stesse e le strutture letterarie contenute nella Scrittura, nascondono tanti significati, pertanto è opportuno che prestiamo molta attenzione ad ogni parola, alle frasi specifiche, alla struttura della frase, alla sequenza di idee e al modo in cui si sviluppano.

Per esempio la minima sfumatura di due parole che significano quasi la stessa cosa, può evocare sentimenti e stati d’animo molto diversi, dandoci indizi che chiariscono la nostra comprensione e indicano come potremmo impostare la nostra pronuncia mentre leggiamo le parole ad alta voce.

Ad esempio: se ti avessero assegnato un personaggio in uno spettacolo di teatro, prima di creare la voce di questo personaggio, ti sarebbero state date più descrizioni, più caratteristiche del personaggio e avresti avuto l’opportunità di parlare magari con gli sceneggiatori, con il regista prima di lavorare per creare la voce che calzasse meglio al personaggio.

Quindi proprio come spenderesti il tempo e faresti la tua ricerca sul tuo personaggio per un ruolo di attore, per la preparazione alla lettura Sacra è lo stesso, devi dedicare tempo, provare, studiare, pensare a tutti gli aspetti che la Parola cerca di suggerirti.

Se allora il compito degli scrittori, degli scriba ispirati da Dio è stato quello di trasmettere in un modo accurato preciso completo ogni ispirazione che l’Onnipotente voleva inviare ai propri figli; puoi immaginare allora con quanta dedizione avranno lavorato per cercare di immettere nelle parole scritte tutti gli importanti messaggi ispirati da Dio, e con quanto impegno avranno sicuramente utilizzato ogni carisma personale e ogni strumento di scrittura di cui avevano competenza.

Questo loro sforzo nella scrittura ci suggerisce delle connotazioni importanti che ci fanno intuire la profondità, le caratteristiche e le ispirazioni particolari che Dio voleva trasmetterci.

Questo intenso lavoro che hanno adottato per caratterizzare e approfondire l’ispirazione divina ci suggerisce una responsabilità nello scoprire queste loro intenzioni nascoste nei Testi Sacri e usare queste caratteristiche come guida per dare una corretta interpretazione alla nostra lettura.

Quindi, così come gli scrittori si sono impegnati al massimo per comunicare le infinite idee spirituali di Dio, traducendole con le più giuste parole del linguaggio usato in quel tempo, è importante che noi siamo consapevoli di questo, nel momento che ci avviciniamo al Ministero del lettorato.

Sappiamo bene come Gesù nelle sue parabole sceglie attentamente le sue parole con un linguaggio semplice, chiaro, inequivocabile e comunica con potenza e verità i suoi insegnamenti agli ascoltatori. Gesù parlava agli Ebrei del tempo e attraverso le parabole impiegava parole semplici con significati concreti, materiali, per suggerire e sviluppare pensieri spirituali.

Sappiamo che nella storia della Chiesa, gli esegeti, i Padri della Chiesa, hanno studiato per anni l’origine e il significato di ogni singola parola, prima di dare una interpretazione autentica o impegnarsi nella traduzione in altre lingue.

Alcune parole, frasi o strutture letterarie ci indicano il carattere dei personaggi e ci suggeriscono il contesto dove quelle parole venivano proclamate; per questo è importante che prestiamo molta attenzione alle frasi che lo scrittore ha definito nella struttura del testo e facciamo attenzione alla sequenza di idee piene di significato che si intrecciano nella parola di Dio.

È fondamentale che anche noi ci chiediamo le ragioni perché lo scriba abbia scelto certe parole invece che altre.

Ogni più piccola sfumatura riesce ad evocare sentimenti e stati d’animo molto diversi, dandoci suggerimenti che riescono a chiarire e ad aiutare la nostra comprensione, in modo che possiamo impostare in modo coerente la nostra pronuncia e la nostra interpretazione mentre proclamiamo la Parola ad alta voce.

Ogni parola ha il suo carattere specifico e sappiamo che alcune parole prendono diversi significati nell’ambito di diverse lingue.

I testi sacri possono contenere: nomi, aggettivi, verbi, avverbi e così via per disegnare il “carattere” del racconto.

Possiamo fare alcuni esempi raggruppando e classificando i caratteri di queste parole in alcune categorie.


Parole esaltanti come: grandioso, più grande, magnanimo, superiore, divino, che suggeriscono la tensione dell’uomo verso l’infinito o la ricerca di qualcosa di grande oltre la realtà materiale.

Parole logiche come: vero, falso, perché, ne consegue, per concludere; che aiutano il ragionamento, che cercano di dirigere la mente della persona verso la Verità.

Parole di supplica: esortare, supplicare, pregare, chiedere, implorare, invocare, impetrare: che spingono a cercare di ottenere qualcosa di veramente essenziale.

Parole espansive: infinito, illimitato, immenso, sconfinato, eterno, per sempre, tutto, ovunque; che proiettano il tempo umano verso qualcosa di trascendente oltre la finitezza dell’uomo.

Parole autorevoli: vittorioso, comando, dominio, trionfo; che stabiliscono una gerarchia di grandezza, o danno il senso del vero potere di una situazione o di una persona.

Parole sprezzanti: vile, ignobile, spregevole, umile, spregevole, esecrabile, abbietto, alterato, contaminato, corrotto; che descrivono la realtà dell’uomo carnale.

Parole Cautelative: attenzione, avvertire, intuire, annunciare, captare, impossibile, non si deve, non si può; che guidano verso una direzione di prudenza o di saggezza.

Parole positive o negative: errore e verità, reale e irreale, buono contro cattivo, materiale e spirituale, mortale e immortale; che presentano il contrasto delle esperienze umane evidenziandone crudamente l’opposizione e la negatività contro la positività di alcune cose.

writing writer notes pen notebook 923882

Questi sono solo alcuni esempi molto sintetici.

Queste frasi si presentano come aggettivi, verbi, nomi, eccetera e riescono a connotare precisamente il contesto e il contenuto che la parola contiene e vuole proiettare al nostro Spirito.

Se i lettori studiando riescono ad identificare le differenze e la profondità di ogni parola, possono adattare nel migliore dei modi le loro voci per trasmettere agli ascoltatori queste differenze di carattere.

Chi ascolta sarà così aiutato ad apprezzare e a sintonizzarsi con il contesto dove Gesù, il Maestro, ha proclamato le sue parole.

Tentiamo di esprimere questa cosa detta sopra attraverso degli esempi.

Marco 12, 35-37 e poi Marco 13, 5-8:

Insegnando nel tempio, Gesù diceva: Come mai gli scribi dicono che il Cristo è figlio di Davide? Disse infatti Davide stesso, mosso dallo Spirito Santo:

Disse il Signore al mio Signore: Siedi alla mia destra, finché io ponga i tuoi nemici sotto i tuoi piedi.

Davide stesso lo chiama Signore: da dove risulta che è suo figlio? E la folla numerosa lo ascoltava volentieri.”

Marco 13, 5-8

Gesù si mise a dire loro: Badate che nessuno v’inganni! Molti verranno nel mio nome, dicendo: Sono io, e trarranno molti in inganno. E quando sentirete di guerre e di rumori di guerre, non allarmatevi; deve avvenire, ma non è ancora la fine. Si solleverà infatti nazione contro nazione e regno contro regno; vi saranno terremoti in diversi luoghi e vi saranno carestie: questo è l’inizio dei dolori”.

Confrontando queste parole vediamo come ci sono due strutture diverse la prima per insegnare alcuni concetti nel tempio di fronte a tante persone magari anche scettiche; mentre la seconda rivolta privatamente ai propri apostoli per svelare una sapienza più avanzata anche se in modo semplice, con un linguaggio diretto concreto, ma anche misterioso.

Un altro esempio, prendiamo Matteo 9,1-8:

Salito su una barca, passò all’altra riva e giunse nella sua città. Ed ecco, gli portavano un paralitico disteso su un letto. Gesù, vedendo la loro fede, disse al paralitico: Coraggio, figlio, ti sono perdonati i peccati. Allora alcuni scribi dissero fra sé: Costui bestemmia. Ma Gesù, conoscendo i loro pensieri, disse: Perché pensate cose malvagie nel vostro cuore? Che cosa infatti è più facile: dire Ti sono perdonati i peccati, oppure dire Alzati e cammina? Ma, perché sappiate che il Figlio dell’uomo ha il potere sulla terra di perdonare i peccati: Alzati – disse allora al paralitico -, prendi il tuo letto e và a casa tua. Ed egli si alzò e andò a casa sua. Le folle, vedendo questo, furono prese da timore e resero gloria a Dio che aveva dato un tale potere agli uomini”.

In questo testo possiamo iniziare a connotare le diverse frasi che ci aiuteranno nella proclamazione; ad esempio: prima c’è un posizionamento spaziale, una indicazione geografica, come l’attraversamento del lago e la scena che poi si svolge in una città

Gli portano un paralitico, cioè il simbolo della misera realtà dell’uomo e dell’impossibilità di cambiare…

Gesù vede la loro fede, cioè ha scutato i loro volti e ha compreso i loro cuori, vuole confermare la loro fede.

Ordina con forza e autorità il perdono dei peccati, e possiamo capire il tono che in queste frasi Gesù ha usato.

Gli scribi dicono… fra sé… costui bestemmia anche qui si comprende la situazione, un mormorio di scandalo, ma senza il coraggio di dirlo apertamente…

  "Questo libro è dedicato a tutte le persone che desiderano imparare ad avere profonda consapevolezza delle PAROLE della Bibbia e riuscire a proclamarle con autorevolezza e sicurezza"
Racchiude 35 anni di esperienza nella Chiesa condensati in 430 pagine di puro valore. 
Non perdertelo per niente al mondo!"

Questo articolo è stato estratto dal libro “La Bocca di Dio” di Marilena Marino. 
Se anche tu vuoi ricevere il libro, clicca qui:

Quelle Messe mi condussero ad amare la Liturgia

Quelle Messe mi condussero ad amare la Liturgia

Jose María Casciaro conobbe san Josemaría nel 1939. l’anno seguente, si trasferì a Madrid per proseguire i suoi studi, vivendo nella residenza universitaria di via Jenner, insieme a san Josemaría. Ebbe occasione di vivere vicino al fondatore dell’Opus Dei per un lungo periodo di tempo.

Quando mi stabilii in via Jenner mi impressionò il modo in cui il san Josemaría celebrava la Santa Messa. A giudicare dai commenti che percepivo non ero il solo a restare commosso. Nella celebrazione si atteneva con grande attenzione alle norme liturgiche della Chiesa, curando che chi vi assisteva partecipasse il più attivamente possibile al Santo Sacrificio. Ogni giorno la celebrazione era “dialogata”, cioè non rispondeva solo l’accolito com’era abituale allora nelle chiese, ma l’intera assemblea, con calma e all’unisono. Questo modo di celebrare contribuiva alla alla compenetrazione di tutti nel mistero eucaristico.

I paramenti erano allo stesso tempo semplici ed eleganti. Per esempio, non mi era mai capitato prima di vedere il celebrante indossare la pianeta gotica: di solito a quei tempi si usavano quelle cosiddette “a chitarra”, per la forma della parte anteriore. In via Jenner, con il permesso del vescovo di Madrid, si usavano pianete di quest’altro stile, ampie, che davano particolare dignità all’atto sacro.

Assistere alla messa celebrata da san Josemaría, con la sua voce chiara, le intonazioni e le pause ben marcate, in evidente raccoglimento e devozione, era di forte incitamento alla devozione sincera e profonda. Non posso fare a meno di testimoniare a distanza di anni che la Messe del Padre mi condussero ad amare la liturgia della Chiesa e a partecipare al santo Sacrificio con atteggiamento nuovo. Attraverso i sensi entrava la trascendenza dell’azione che veniva celebrata.

Qual è la missione centrale e gli obiettivi dell’Opus Dei?

L’Opus Dei intende aiutare ogni persona che vive nel mondo – l’uomo comune, l’uomo della strada – a condurre una vita pienamente cristiana, senza dover cambiare il suo modo di vita quotidiana, né il suo lavoro abituale, né i propri ideali o aspirazioni.
Pertanto, con una frase che scrissi molti anni fa, si può dire che l’Opus Dei è vecchia come il Vangelo e nuova come il Vangelo. Si tratta di ricordare ai cristiani quel concetto meraviglioso che si legge nella Genesi e cioè che Dio creò l’uomo “perché lavorasse”. Ci siamo ispirati all’esempio di Cristo, che trascorse quasi tutta la sua vita terrena lavorando come artigiano in un villaggio. Il lavoro non è soltanto uno dei valori umani più alti e un mezzo con cui gli uomini debbono contribuire al progresso della società: è anche cammino di santificazione.
Se si vuole fare un paragone, il modo più facile per capire l’Opera è di pensare alla vita dei primi cristiani. Essi vivevano a fondo la loro vocazione cristiana; cercavano seriamente la perfezione alla quale erano chiamati per il fatto, semplice e sublime, di aver ricevuto il Battesimo. Non si distinguevano esteriormente dagli altri cittadini. I membri dell’Opus Dei sono persone comuni; svolgono un lavoro qualsiasi; vivono in mezzo al mondo come realmente sono: cittadini cristiani che vogliono corrispondere in pieno alle esigenze della loro fede.

Vale la pena, Ed. Ares, Milano 1999

Comprensione della Parola: 2 – Introduzione agli strumenti per la comprensione

Comprensione della Parola: 2 – Introduzione agli strumenti per la comprensione

Pillole dal Libro: LA BOCCA DI DIO  di  Marilena Marino

Per declamare la parola di Dio è assolutamente necessaria la comprensione dei testi ma direi ancora di più una comprensione che parte dal cuore.

Se il lettore non comprende profondamente il testo sacro che declama non riuscirà a trasmettere la profondità della parola di Dio all’Assemblea che ascolta.

E senza questo coinvolgimento che parte dal cuore del lettore non potrà consegnare questi testi ripieni della vera ispirazione che Dio ha immesso per parlare al suo popolo in Verità.

La parola di Dio è stata data per amore e con ispirazione, quindi è assolutamente importante che il lettore senta profondamente illuminazione che Dio ha immesso nella Parola e che trasmetta questo coinvolgimento emotivo all’Assemblea con motivazione e sincerità.

Una trasmissione efficace della parola di Dio ha bisogno quindi di andare oltre una comprensione letterale e una comprensione teologica ma deve arrivare ad una profonda comprensione sincera, spirituale una comprensione del cuore, una comprensione trascendente.

Quindi il lettore deve avvicinarsi a questo carisma partendo inizialmente da un lavoro di approfondimento letterale per poi passare ed essere in grado, attraverso uno studio o una meditazione, di cogliere la Parola ad un livello spirituale superiore, entrando in contatto con l’ispirazione che Dio ha immesso nelle sue parole per l’umanità.

Se il lettore non comprende ad un livello profondo i testi che declama sarà molto difficile che poi riesca efficacemente a trasmettere la volontà e la profondità spirituale che Dio ha messo nelle sue parole sacre.

Molte delle attività che svolgiamo nella nostra vita vengono realizzate in modo più funzionale se utilizziamo strumenti e tecniche specifiche per quel tipo di attività.

E ci accorgiamo che più abbiamo padronanza di questi strumenti e più professionali diventiamo nello svolgere quella attività e quindi maggiore sarà la qualità del risultato finale.

Allo stesso modo in questo libro abbiamo raccolto diversi strumenti che possono aiutare a comprendere e a comunicare il testo in modo completo, chiaro, e a presentarlo in modo più coinvolgente e quindi arrivare nel migliore dei modi a chi ascolta.


Molti di questi strumenti potresti già conoscerli, magari incontrati a scuola, o in alcuni corsi o in qualche laboratorio di crescita professionale, forse usati in teatro, o in altre particolari esperienze.

In questo percorso però, questi accessori tecnici sono stati adattati allo studio della parola di Dio e alla sua lettura ad alta voce.

Certo il modo migliore per padroneggiare qualsiasi tecnica è esercitarsi a usarla. Così come è necessario fare pratica con gli strumenti di lettura espressiva. Quindi vi consiglio vivamente di iniziare subito dopo la lettura, ma anche durante, a fare pratica con le tecniche presentate nei vari capitoli.

Una modalità spesso consigliata è quella di scegliere un paio di “strumenti” ogni settimana e cercare con disciplina delle opportunità per applicarli.

Questo modo di concentrarti su uno o due alla volta ti aiuterà a padroneggiarli al punto in cui diventeranno come una seconda natura per te, così che facilmente ti ritroverai ad applicarli automaticamente ad ogni cosa tu stia leggendo.

Vedrai che i tuoi sforzi “disciplinati” saranno abbondantemente ricompensati.

Certamente le parole che Dio ha consegnato hanno già di per sé una forza spirituale di parlare alle menti degli uomini, ma questo ruolo del lettore ha il misterioso incarico di mettere in contatto il divino con l’umano; per cui questo incarico fa da cardine importante per veicolare la Sapienza di Dio ai suoi figli.

Se il lettore riesce ad usare tutte le sue potenzialità, tutti i suoi strumenti, tutti i suoi Carismi, per svolgere questa missione sicuramente faciliterà e aiuterà le persone che hanno l’orecchio già aperto per recepire la rivelazione di Dio.

L’intento di questo manuale è proprio questo: aiutare il lettore attraverso alcuni strumenti di lettura espressiva ad arrivare ad una comprensione profonda della Parola.

Questo studio sarà utile per consegnare le parole di Dio all’Assemblea nel migliore dei modi e con la massima efficacia possibile.

Per arrivare a questo possiamo tracciare delle linee guida sintetiche da tenere sempre a mente:

  • Devi essere un cristiano esemplare e praticante.

  • Leggi con sentimento e con espressione.

  • Comprendi profondamente quello che vai a leggere.

  • Studia bene l’arte della lettura e fallo con una interpretazione scientifica.

  • Cerca di presentare il testo in modo chiaro per guidare gli altri alla sapienza.

  • Devi avere una voce flessibile, plasmabile alle letture; affinché gli altri percepiscano il potere della Parola.

  • Articola le parole in modo chiaro e comprensibile.

  • Leggi in forma colloquiale: con enfasi, inflessioni, pause e toni di voce misurati.

  • Leggi con ispirazione, leggi artisticamente per stimolare gli ascoltatori verso nuove idee; o nuovi modi per interpretare le vecchie idee.

  • Quando leggi lo devi fare a beneficio dell’umanità, non del solo piccolo gruppo che hai di fronte.

writing writer notes pen notebook 923882

  • Libera la Verità per sostenere lealmente la predicazione della parola di Dio.

  • Leggi con fervore: sentimento intenso, espressione intensa, con entusiasmo, con animazione, con compassione, amore, cuore e anima, vivacità, vitalità, considerando bene le esigenze del tipo di persone che ti ascoltano.

  • Leggi con calore, tenerezza, pietà, simpatia, pazienza, dando sempre incoraggiamento.

  • Attingi ai tuoi sentimenti, ai tuoi carismi e alla tua ispirazione; ma lasciati guidare dal tuo “stato di amore e spiritualità”.

  • La tua lettura dovrebbe essere “infiammata” dell’Amore divino, cioè vibrante, entusiasta, fervente, avvolgente.

  • Rinnova l’entusiasmo degli ascoltatori per quei brani che spesso si ripetono e che a volte possono essere dati per scontati dopo anni di ascolto.

  • Metti in relazione chiaramente le varie sezioni del brano con l’argomento principale della lettura.

  • Mantieni attiva l’attenzione degli ascoltatori; racconta storie in modo appassionante.

  • Leggi in modo divertente, appassionante, o in altri modi che spingano gli ascoltatori ad apprezzare la parola di Dio nel loro spirito.

  • Capisci perché nel testo sono state usate certe parole, cerca di trasmetterne la comprensione, i sentimenti e l’ispirazione dello scrittore; immedesimati con libertà nello scrittore e cerca di essere libero di parlare come lui.

  • Dai varietà alla lettura; abbandona le inibizioni, lasciale andare in modo semplice e spontaneo.

  • Usa il contatto visivo naturale e il linguaggio del corpo

  • Controlla il tuo egocentrismo personale, ma resta fedele alle tue caratteristiche individuali.

  • Gestisci frasi lunghe più facilmente, e impara quando respirare durante la lettura.

  • Pronuncia le parole con autorevolezza, specialmente le parole della Bibbia.

  • Leggi in modo che tutte le parti della lettura siano legate insieme e trasmetti gioia e speranza.

  • Contribuisci ad innalzare la comprensione di chi ascolta; aiutali nella loro crescita spirituale.

  • Leggi con l’autorità che la parola di Dio ti ha assegnato, ma leggi con umiltà.

  • Contribuisci a rendere la parola di Dio accessibile, familiare, intima e pratica.

Questi sono gli obiettivi ideali, da raggiungere per praticare la lettura della parola di Dio!

Potrebbero sembrare troppo alti e forse scoraggianti se confrontati con le nostre attuali capacità ma se crediamo che Dio ci ha nominato per questo lavoro sappiamo che Lui stesso ci darà le capacità per assolverlo.

  "Questo libro è dedicato a tutte le persone che desiderano imparare ad avere profonda consapevolezza delle PAROLE della Bibbia e riuscire a proclamarle con autorevolezza e sicurezza"
Racchiude 35 anni di esperienza nella Chiesa condensati in 430 pagine di puro valore. 
Non perdertelo per niente al mondo!"

Questo articolo è stato estratto dal libro “La Bocca di Dio” di Marilena Marino. 
Se anche tu vuoi ricevere il libro, clicca qui:

Perchè ogni creatura è ad immagine di Dio?

Perchè ogni creatura è ad immagine di Dio?

108 Il messaggio fondamentale della Sacra Scrittura annuncia che la persona umana è creatura di Dio (cfr. Sal 139,14-18) e individua l’elemento che la caratterizza e contraddistingue nel suo essere ad immagine di Dio: « Dio creò l’uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò » (Gen 1,27). Dio pone la creatura umana al centro e al vertice del creato: all’uomo (in ebraico « adam »), plasmato con la terra (« adamah »), Dio soffia nelle narici l’alito della vita (cfr. Gen 2,7). Pertanto, « essendo ad immagine di Dio, l’individuo umano ha la dignità di persona; non è soltanto qualche cosa, ma qualcuno. È capace di conoscersi, di possedersi, di liberamente donarsi e di entrare in comunione con altre persone; è chiamato, per grazia, ad un’alleanza con il suo Creatore, a dargli una risposta di fede e di amore che nessun altro può dare in sua sostituzione ».204

109 La somiglianza con Dio mette in luce che l’essenza e l’esistenza dell’uomo sono costitutivamente relazionate a Dio nel modo più profondo.205 È una relazione che esiste per se stessa, non arriva, quindi, in un secondo tempo e non si aggiunge dall’esterno. Tutta la vita dell’uomo è una domanda e una ricerca di Dio. Questa relazione con Dio può essere ignorata oppure dimenticata o rimossa, ma non può mai essere eliminata. Fra tutte le creature del mondo visibile, infatti, soltanto l’uomo è « “capace” di Dio » (« homo est Dei capax »).206 La persona umana è un essere personale creato da Dio per la relazione con Lui, che soltanto nella relazione può vivere ed esprimersi e che tende naturalmente a Lui.207

110 La relazione tra Dio e l’uomo si riflette nella dimensione relazionale e sociale della natura umana. L’uomo, infatti, non è un essere solitario, bensì « per sua intima natura è un essere sociale, e non può vivere né esplicare le sue doti senza relazioni con gli altri ».208 A questo riguardo risulta significativo il fatto che Dio ha creato l’essere umano come uomo e donna 209 (cfr. Gen 1,27): « Quanto mai eloquente è l’insoddisfazione di cui è preda la vita dell’uomo nell’Eden fin quando il suo unico riferimento rimane il mondo vegetale e animale (cfr. Gen 2,20). Solo l’apparizione della donna, di un essere cioè che è carne dalla sua carne e osso dalle sue ossa (cfr. Gen 2,23), e in cui ugualmente vive lo spirito di Dio Creatore, può soddisfare l’esigenza di dialogo inter-personale che è così vitale per l’esistenza umana. Nell’altro, uomo o donna, si riflette Dio stesso, approdo definitivo e appagante di ogni persona ».210

111 L’uomo e la donna hanno la stessa dignità e sono di eguale valore,211 non solo perché ambedue, nella loro diversità, sono immagine di Dio, ma ancor più profondamente perché è immagine di Dio il dinamismo di reciprocità che anima il noi della coppia umana.212 Nel rapporto di comunione reciproca, uomo e donna realizzano profondamente se stessi, ritrovandosi come persone attraverso il dono sincero di sé.213 Il loro patto di unione è presentato nella Sacra Scrittura come un’immagine del Patto di Dio con gli uomini (cfr. Os 1-3; Is 54; Ef 5,21-33) e, al tempo stesso, come un servizio alla vita.214 La coppia umana può partecipare, infatti, alla creatività di Dio: « Dio li benedisse e disse loro: “Siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra” » (Gen 1,28).

112 L’uomo e la donna sono in relazione con gli altri innanzi tutto come affidatari della loro vita215 « Domanderò conto della vita dell’uomo all’uomo, a ognuno di suo fratello » (Gen 9,5), ribadisce Dio a Noè dopo il diluvio. In questa prospettiva, la relazione con Dio esige che si consideri la vita dell’uomo sacra e inviolabile.216 Il quinto comandamento: « Non uccidere! » (Es 20,13; Dt 5,17) ha valore perché Dio solo è Signore della vita e della morte.217 Il rispetto dovuto all’inviolabilità e all’integrità della vita fisica ha il suo vertice nel comandamento positivo: « Amerai il tuo prossimo come te stesso » (Lv 19,18), con cui Gesù Cristo obbliga a farsi carico del prossimo (cfr. Mt 22,37-40; Mc 12,29-31; Lc 10,27-28).

113 Con questa particolare vocazione alla vita, l’uomo e la donna si trovano di fronte anche a tutte le altre creature. Essi possono e devono sottoporle al loro servizio e goderne, ma la loro signoria sul mondo richiede l’esercizio della responsabilità, non è una libertà di sfruttamento arbitrario ed egoistico. Tutta la creazione, infatti, ha il valore di « cosa buona » (cfr. Gen 1, 4.10.12.18.21.25) davanti allo sguardo di Dio, che ne è l’autore. L’uomo deve scoprirne e rispettarne il valore: è questa una sfida meravigliosa alla sua intelligenza, la quale lo deve innalzare come un’ala 218 verso la contemplazione della verità di tutte le creature, ossia di ciò che Dio vede di buono in esse. Il Libro della Genesi insegna, infatti, che il dominio dell’uomo sul mondo consiste nel dare un nome alle cose (cfr. Gen 2,19-20): con la denominazione l’uomo deve riconoscere le cose per quello che sono e stabilire verso ciascuna di esse un rapporto di responsabilità.219

114 L’uomo è in relazione anche con se stesso e può riflettere su se stesso. La Sacra Scrittura parla a questo riguardo del cuore dell’uomo. Il cuore designa appunto l’interiorità spirituale dell’uomo, ossia quanto lo distingue da ogni altra creatura: Dio « ha fatto bella ogni cosa a suo tempo, ma egli ha messo la nozione dell’eternità nel loro cuore, senza però che gli uomini possano capire l’opera compiuta da Dio dal principio alla fine » (Qo 3,11). Il cuore indica, in definitiva, le facoltà spirituali proprie dell’uomo, sue prerogative in quanto creato ad immagine del suo Creatore: la ragione, il discernimento del bene e del male, la volontà libera.220 Quando ascolta l’aspirazione profonda del suo cuore, ogni uomo non può non fare propria la parola di verità espressa da sant’Agostino: « Tu ci hai fatti per te, o Signore, e il nostro cuore è inquieto sino a quando non riposa in Te ».221

II. LA PERSONA UMANA « IMAGO DEI »

PONTIFICIO CONSIGLIO DELLA GIUSTIZIA E DELLA PACE

COMPENDIO
DELLA DOTTRINA SOCIALE
DELLA CHIESA

A GIOVANNI PAOLO II
MAESTRO DI DOTTRINA SOCIALE
TESTIMONE EVANGELICO
DI GIUSTIZIA E DI PACE